COMUNICATO
STAMPA
Rilancio
nucleare: la transizione energetica ha bisogno di pragmatismo, sicurezza,
emergenza climatica, risparmio energetico e visione industriale
Il piano del
Governo per i reattori di ultima generazione (SMR) apre una fase nuova. L'Avv.
Antonio Iaconetti, membro del direttivo nazionale di FareAmbiente ed ex
promotore dei referendum sul nucleare, insieme al Presidente nazionale Vincenzo
Pepe, guarda con favore a questa svolta basata su tecnologia, decarbonizzazione
e sovranità industriale.
ROMA, 26
settembre 2026 – Il dibattito energetico italiano entra in una nuova stagione.
L’annuncio del disegno di legge quadro per l’energia atomica, unito alle
strategie industriali incentrate sui reattori modulari di ultima generazione
(SMR) e sul coinvolgimento di grandi player nazionali come Enel, Ansaldo
Nucleare e Leonardo, segna una svolta pragmatica verso la sicurezza energetica,
il risparmio energetico e la decarbonizzazione del Paese.
Una prospettiva
che interpella direttamente la storia energetica e ambientale dell'Italia.
L'Avv. Antonio Iaconetti, membro del direttivo nazionale di FareAmbiente e che
in passato è stato tra i promotori dei referendum sul nucleare, insieme al
Presidente Vincenzo Pepe, osserva oggi questo cambio di passo con un’attenta e
costruttiva riflessione. Il contesto è profondamente mutato rispetto al
passato: la drammatica emergenza climatica globale, la necessità di affiancare
le fonti rinnovabili con un mix energetico stabile e l’urgenza di ottimizzare i
consumi attraverso strategie mirate di risparmio energetico impongono un
approccio svincolato da vecchi dogmi ideologici. A ciò si aggiunge l'urgenza di
colmare il divario dei costi energetici che penalizza le imprese italiane
rispetto ai partner europei.
«Oggi non si
parla più del nucleare del secolo scorso, ma di tecnologie avanzate, sicure,
componibili e pensate per integrarsi con le rinnovabili, favorire il risparmio
energetico e rispondere alle reali esigenze del tessuto produttivo», dichiara
l'Avv. Antonio Iaconetti. «Chi ha vissuto la stagione referendaria sa bene
quanto il tema fosse legato ai contesti tecnologici e politici di allora. Oggi
lo scenario è radicalmente diverso: la creazione di un quadro normativo certo,
accompagnato da un’agenzia di controllo indipendente e rigorosa, rappresenta la
base solida per una transizione energetica seria e scevra da pregiudizi».
Gli fa eco il
Presidente nazionale di FareAmbiente, il Prof. Vincenzo Pepe: «Il nostro
movimento ha sempre sostenuto un ecologismo di giudizio e non di pregiudizio,
fondato sulla scienza e sul pragmatismo. L'apertura del Governo verso il
nucleare pulito e sicuro, unita alle prospettive della fusione e allo sviluppo
degli SMR, va esattamente nella direzione giusta: fronteggiare l'emergenza
climatica, promuovere una cultura del risparmio energetico, garantire al Paese
l'indipendenza energetica, difendere il nostro sistema industriale e
raggiungere gli obiettivi climatici senza penalizzare cittadini e imprese».
Il piano
delineato dal Governo e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy
rappresenta dunque un banco di prova cruciale per il futuro dell'Italia,
dimostrando che una transizione ecologica autentica passa attraverso la scelta
razionale delle migliori tecnologie disponibili.













