sabato 9 febbraio 2013

PDL bocciato




Il PDL Calabrese va bocciato in toto sulle tematiche ambientaliste, dichiara Antonio Iaconetti, Coordinatore Regionale di Fare Ambiente. Ieri, nel corso di un dibattito sulle emergenze ambientali, organizzato da Alleanza Ecologica, con la quale nei prossimi giorni valuteremo se iniziare un percorso comune, sono intervenuti  autorevoli e stagionati politici del Popolo della Libertà.
Ci sentiamo di dire che gli interventi sul tema sono stati alquanto deludenti sia in termini di conoscenza dei problemi che sulle proposte per risolvere problematiche che vanno dall’ emergenze rifiuti al dissesto idrogeologico.
La cosa, come ambientalisti del fare ci lascia un po’ perplessi, poiché chi si candida al governo del paese non può ignorare le tematiche legate all’ambiente, intimamente legate al concetto di qualità della vita ed alla di green economy, concetti, questi che caratterizzano e condizionano le politiche di tutti i grandi paesi evoluti e non, i quali vedono nell’ambiente una risorsa per il superamento di una crisi economica che diventa sempre più globale.
Pertanto, il giudizio che ci sentiamo di esprimere, conclude Iaconetti, è alquanto  negativo: PDL Calabrese bocciato sui temi dell’ambiente.
Cosenza, 09.02.2013

Dal Coordinamento Regionale Fare Ambiente

sabato 2 febbraio 2013

Elezioni, grande assente la politica

La campagna elettorale appena iniziata sembra già finita,
dichiara Antonio Iaconetti, coordinatore regionale di Fare
Ambiente.
Grande assente è la Politica, quella che si basa sul
confronto e sul contatto con la gente.
E’ importante stare  tra la gente e con la gente perché,
solo così, si è in grado di conoscere le necessità ed
i problemi reali del territorio.
Qualcuno pensa, continua Iaconetti, che essere in posizione
utile per essere eletti lo esonera dal dare risposte serie e
concrete.
Fare Ambiente non darà i propri voti nè per ideologia
nè per simpatia, ma solo a quella formazione politica che
più di ogni altra saprà interpretare la tematica
ambientale e ad oggi, a poco meno di un mese dal voto, i
temi della salvaguardia ambientale e dello sviluppo
sostenibile rimangono fuori dal dibattito politico.
La nostra regione, conclude Iaconetti, fuori dai grandi
circuiti economici potrà trovare in questo le ragioni del
proprio sviluppo organicamente inteso come un unicum
omogeneo tra natura, bellezze paesaggistiche e beni
culturali.
Noi la pensiamo diversamente e perciò chi vuole il nostro
consenso ci conquisti con proposte serie e concrete.
Cosenza, 02.02.2013
Dal Coordinamento Regionale Fare Ambiente

Elezioni, grande assente la politica

La campagna elettorale appena iniziata sembra già finita,
dichiara Antonio Iaconetti, coordinatore regionale di Fare
Ambiente.
Grande assente è la Politica, quella che si basa sul
confronto e sul contatto con la gente.
E’ importante stare  tra la gente e con la gente perché,
solo così, si è in grado di conoscere le necessità ed
i problemi reali del territorio.
Qualcuno pensa, continua Iaconetti, che essere in posizione
utile per essere eletti lo esonera dal dare risposte serie e
concrete.
Fare Ambiente non darà i propri voti nè per ideologia
nè per simpatia, ma solo a quella formazione politica che
più di ogni altra saprà interpretare la tematica
ambientale e ad oggi, a poco meno di un mese dal voto, i
temi della salvaguardia ambientale e dello sviluppo
sostenibile rimangono fuori dal dibattito politico.
La nostra regione, conclude Iaconetti, fuori dai grandi
circuiti economici potrà trovare in questo le ragioni del
proprio sviluppo organicamente inteso come un unicum
omogeneo tra natura, bellezze paesaggistiche e beni
culturali.
Noi la pensiamo diversamente e perciò chi vuole il nostro
consenso ci conquisti con proposte serie e concrete.
Cosenza, 02.02.2013
Dal Coordinamento Regionale Fare Ambiente

Elezioni, grande assente la politica

La campagna elettorale appena iniziata sembra già finita,
dichiara Antonio Iaconetti, coordinatore regionale di Fare
Ambiente.
Grande assente è la Politica, quella che si basa sul
confronto e sul contatto con la gente.
E’ importante stare  tra la gente e con la gente perché,
solo così, si è in grado di conoscere le necessità ed
i problemi reali del territorio.
Qualcuno pensa, continua Iaconetti, che essere in posizione
utile per essere eletti lo esonera dal dare risposte serie e
concrete.
Fare Ambiente non darà i propri voti nè per ideologia
nè per simpatia, ma solo a quella formazione politica che
più di ogni altra saprà interpretare la tematica
ambientale e ad oggi, a poco meno di un mese dal voto, i
temi della salvaguardia ambientale e dello sviluppo
sostenibile rimangono fuori dal dibattito politico.
La nostra regione, conclude Iaconetti, fuori dai grandi
circuiti economici potrà trovare in questo le ragioni del
proprio sviluppo organicamente inteso come un unicum
omogeneo tra natura, bellezze paesaggistiche e beni
culturali.
Noi la pensiamo diversamente e perciò chi vuole il nostro
consenso ci conquisti con proposte serie e concrete.
Cosenza, 02.02.2013
Dal Coordinamento Regionale Fare Ambiente

Elezioni, grande assente la politica

La campagna elettorale appena iniziata sembra già finita,
dichiara Antonio Iaconetti, coordinatore regionale di Fare
Ambiente.
Grande assente è la Politica, quella che si basa sul
confronto e sul contatto con la gente.
E’ importante stare  tra la gente e con la gente perché,
solo così, si è in grado di conoscere le necessità ed
i problemi reali del territorio.
Qualcuno pensa, continua Iaconetti, che essere in posizione
utile per essere eletti lo esonera dal dare risposte serie e
concrete.
Fare Ambiente non darà i propri voti nè per ideologia
nè per simpatia, ma solo a quella formazione politica che
più di ogni altra saprà interpretare la tematica
ambientale e ad oggi, a poco meno di un mese dal voto, i
temi della salvaguardia ambientale e dello sviluppo
sostenibile rimangono fuori dal dibattito politico.
La nostra regione, conclude Iaconetti, fuori dai grandi
circuiti economici potrà trovare in questo le ragioni del
proprio sviluppo organicamente inteso come un unicum
omogeneo tra natura, bellezze paesaggistiche e beni
culturali.
Noi la pensiamo diversamente e perciò chi vuole il nostro
consenso ci conquisti con proposte serie e concrete.
Cosenza, 02.02.2013
Dal Coordinamento Regionale Fare Ambiente

lunedì 28 gennaio 2013

Trasmutazioni nucleari a bassa energia: la fusione fredda




di Orazio Mainieri *
La fusione fredda (o fusione nucleare fredda o fusione a freddo - in inglese: cold fusion) è la definizione generalmente usata per indicare reazioni nucleari prodotte a temperature e pressioni molto ridotte in confronto a quelle utilizzate per creare la fusione nucleare calda(come nel Sole). 

Ultimamente si tende ad usare sempre più spesso il termine LENR (Low Energy Nuclear Reactions), poiché molti degli esperimenti effettuati nel campo rientrano nel settore delle reazioni nucleari a bassa energia. I pionieri della Cold Fusion sono i ricercatori Martin Fleischmann e Stanley Pons, che nel 1989 suscitarono molto scalpore con una conferenza stampa dove annunciarono di essere riusciti ad ottenerla. Queste nuove teorie suscitarono interesse anche in Italia, dove furono riprese inizialmente da Giuliano Preparata(Padova, 10 marzo1942 – Frascati, 24 aprile 2000), docente di fisica nucleare all'Università di Milano che elaborò la sua "teoria coerente sulla fusione fredda".  Sin dagli inizi, però, le teorie sull'ottenimento di energia tramite fusione fredda hanno incontrato molte perplessità, discussioni e scetticismo. I suoi sostenitori sono convinti che si possano ottenere gli stessi risultati della fusione calda, ma con un dispendio estremamente minore di costi ed energia grazie allo sfruttamento di una poco chiarita azione da parte di un catalizzatore, quale ad esempio il palladio. Il procedimento tramite cui questo è possibile (a dire il vero non  ancora del tutto chiarito) comprende l'utilizzo di questo catalizzatore, che svolgerebbe la funzione di avvicinare i nuclei di deuterio e trizio a distanze tali da scatenare la fusione e creare energia. Nel tempo si sono sviluppate diverse tecnologie per ottenere la fusione nucleare fredda. Sempre nel 1989, Francesco Piantelli (biofisico presso l'Universita' degli Studi di Siena), riscontrò una inaspettata produzione di calore durante un esperimento su campioni dimateriale organico. Di comune accordo con Sergio Focardi (fisico presso l'Università di Bologna), decisero di creare un team per capire la provenienza di tale reazione. I risultati ottenuti consentirono di costruire nel giro di tre anni un reattore nichel-idrogeno. Gli studi non si fermarono, e dopo altri due anni, nel febbraio del 1994, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nell'aula magna dell'Università di Siena, venne resa pubblica la creazione di un innovativo processo di produzione di energia tramite Reazioni Nucleari a Bassa Energia (comunemente chiamate LENR). L'uso della terminologia è particolarmente importante in questo caso, poiché Focardi e Piantelli sottolinearono come il loro metodo differiva profondamente da quello precedentemente ideato da Fleischmann e Pons (ossia tramite la fusione fredda). Infatti, Focardi e Piantelli sostennero che nel loro processo potrebbero verificarsi reazioni di tipo nucleare ancora sconosciute, molto probabilmente senza elementi comuni a quelli presenti nella cella con  deuterio e palladio di Fleischmann e Pons. 
Il procedimento Piantelli-Focardi consisteva nel mantenere una barra di nichel ad una temperatura di circa 200-400 °C  tramite una resistenza elettrica, e caricata con idrogeno attraverso un procedimento particolare (i dettagli del protocollo sono descritti in diverse pubblicazioni di Piantelli e Focardi). La prova di una possibile origine nucleare del fenomeno è costituita dall'emissione (anche discontinua o debole) di raggi gamma dalla barretta di nichel che, una volta innescata la reazione, emette più energia di quanto ne servirebbe per il suo stesso riscaldamento. A riprova della loro tesi gli autori pubblicarono diversi articoli in merito. 
Nel 1996 i ricercatori del CERN di Ginevra, sotto la guida di Antonino Zichichi, hanno provato a replicare l'esperimento, e la loro conclusione non ha confermato la tesi di una natura nucleare del fenomeno. Passiamo alle ricerche dell'Enea(acronimo dell'Ente per le nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente)su questo argomento. I ricercatori dell’ Enea hanno redatto nel 2002 un dossier molto approfondito: il rapporto 41, che attestò nero su bianco l’over-unit energetica prodotta dalla fusione fredda di Fleischmann e Pons, con il ricavo di più energia di quanta ne veniva consumata per innescare e mantenere in funzione il processo. Vennero anche verificati l’effettiva trasmutazione della materia e dunque che fosse avvenuta realmente una reazione nucleare.Nonostante questo, i risultati della clamorosa indagine scientifica caddero rapidamente nel dimenticatoio mediatico per essere definitivamente insabbiati dai più alti responsabili dello stesso Enea. Il team di studiosi composto da Antonella De Ninno, Emilio del Giudice e Antonio Frattolillo, si vide togliere improvvisamente dalle mani il progetto su cui stavano lavorando con ottimi risultati, senza ottenere alcun tipo di riconoscimento. Lo scopo del test era quello di verificare se, in accordo con la teoria elaborata dal prof. Giuliano Preparata, si trattava realmente di un processo di natura nucleare e se vi era il guadagno energetico misurato da Fleischman e Pons. La richiesta di fare chiarezza sulla fusione fredda proveniva dal premio Nobel Carlo Rubbia che poi si disinteresso stranamente degli esiti della ricerca. I risultati ottenuti da tutti questi ricercatori italiani dell'Enea furono interessanti, ma non vi fu un seguito concreto. Probabilmente l’Enea avrà agito per difendere parte dei suoi stessi interessi, per evitare di raccogliere un fallimento a livello internazionale per via di un progetto che richiedeva troppi anni per cominciare a dare i suoi frutti nonostante i modesti mezzi da impiegare per continuare la ricerca.  Così si è lasciato ad altri il rischio della sperimentazione e dell'eventuale fallimento delle ricerche. Nel maggio 2008  Yoshiaki Arata, uno dei padri della fusione nucleare calda nipponica, insieme alla collega Yue-Chang Zhang, ha mostrato pubblicamente ad Osaka un reattore funzionante con pochi grammi di palladio. Ora se il successo di questi esperimenti sia dovuto alla fusione fredda o piuttosto ad una forma ancora non conosciuta di sviluppo di energia, è oggetto di controversie. Si vedrà.  Passiamo all'anno 2011. Entrano in campo altri soggetti che portano all'attenzione del pubblico altri esperimenti come l'E-Cat dell'Ing. Andrea Rossi(esperimenti iniziati nel 2007). Devo premettere che SE la scoperta fosse vera e quindi ci fosse la possibilità di avere grosse quantità di energia a poco prezzo, avremmo  una vera rivoluzione. Si potrebbe realizzare il sogno del grande scienziato serbo  Nicola Tesla (Smiljan, 10 luglio 1856 – New York, 7 gennaio 1943)  e cioè avere energia, a poco prezzo,  per tutti. Ma andiamo avanti. Giuseppe Levi, fisico nucleare dell' INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)ha ipotizzato che l'apparecchio presentato  a Bologna dall'Ing. Andrea Rossi, indicato come "Catalizzatore di Energia" o E-Cat, possa  funzionare grazie ad un procedimento simile alla fusione fredda con Nichel e Idrogeno. La macchina  presentata da Andrea Rossi, negli aspetti resi  noti, sembra  funzionare in maniera del tutto simile a quella creata da Piantelli e Focardi, anche se buona parte dei dettagli del funzionamento sono tenuti tuttora segreti da Rossi per motivi di  assenza del brevetto e relativa  protezione della proprietà industriale. A livello internazionale, infatti, il brevetto non è stato  ancora ottenuto, ma in Italia ne è stato  rilasciato uno nell'aprile del 2011. Nel marzo del 2011, alla presenza di prestigiosi ricercatori di fama internazionale come Sven Kullander (professore emerito presso l'Università di Uppsala) e Hanno Essén (professore associato di fisica teorica e docente presso il Royal Institute of Technology svedese), si è svolta una dimostrazione del funzionamento dell'E-cat  riempendo il reattore con idrogeno a una pressione di circa 25 bar. Il reattore, secondo Rossi, era caricato, anche, con 50 grammi di polvere di nickel.  A conclusione dell'esperimento i due illustri studiosi hanno affermato che nessun procedimento chimico avrebbe potuto generare tali quantità di energia. Altre dimostrazioni si sono tenute nell'aprile del 2011. Quindi, riassumendo, nel caso dell‘ E-Cat il fenomeno energetico si produce a partire da un riscaldamento del nucleo del dispositivo. Il calore fornito dall’ esterno serve ad innescare la reazione nel sistema nichel, in polvere nano metrica, e idrogeno in gas a pressione, più qualcosa ancora, al momento segreta, contenuto nel nucleo. Questo modesto calore iniziale viene dato da una semplice resistenza elettrica, che fornisce una temperatura al nucleo del reattore dell’ E-Cat dell’ ordine di solo qualche centinaio di gradi Celsius. L'E-Cat produce l'energia da reazioni LENR che utilizzano, quindi, il nichel e l'idrogeno per dare, come sottoprodotto, rame in forma stabile e, soprattutto, raggi gamma di bassa energia, dunque facilmente schermabili (e pertanto non pericolosi) ed in grado di riscaldare il reattore, che può in teoria auto sostenersi. Queste reazioni sono esotermiche, il che significa che producono energia in eccesso: il contenuto energetico del rame, infatti, è inferiore al contenuto energetico del solo nichel e idrogeno messi insieme.  E' chiaro che si parla di fusione fredda, ma solo perché quella calda avviene alle temperature del sole. Infatti la temperatura, in questo reattore, può anche arrivare a valori più alti di qualche centinaio di  °C, ma sempre limitati. Nel caso di questo processo, però, non si ha assolutamente la produzione di radioattività pericolosa e nociva, ma solo come detto, di raggi gamma a bassa intensità, facilmente schermabili con del piombo, e quindi resi assolutamente innocui, ma sufficiente a riscaldare l'acqua di un circuito che attraversa l'E-Cat. Il COP va da 6 in su. Il coefficiente di prestazione (COP) è un'espressione usata per l'efficienza di una pompa di calore, ma può essere usata anche in questo caso per dire che la potenza termica in uscita dall'E-Cat è almeno 6 volte superiore all'energia in entrata per attivare la fusione. La similitudine finisce qui. In media l'energia elettrica assorbita in un'ora da un E-Cat da 1 MW termico alimentato elettricamente è di 0,167 MWh, mentre quella prodotta è di 1 MWh. In un giorno esse salgono, rispettivamente a 4 MWh elettrici assorbiti e 24 MWh termici prodotti. Ad oggi la Prometeon Srl è l’unica licenziataria italiana dell'invenzione dell'E-Cat. Questa Società ha, quindi, l’esclusiva per l’Italia dellavendita dell’E-Cat. I programmi del licenziatario: si è previsto che la prima generazione di E-Cat industriali potrà fornire calore sotto forma di acqua calda o vapore fino a 120 °C, con alimentazione elettrica oppure direttamente a gas (molto più conveniente). La seconda generazione di E-Cat industriali(potenza nominale uguale a 1 MW termico), in fase di sviluppo avanzato, potrà fornire calore fino ad alte temperature (almeno 600°C) e dunque sarà utilizzabile, volendo, anche per produrre energia elettrica (eventualmente in cogenerazione) accoppiando il generatore termico a una turbina. La prima generazione, invece, di prodotti domestici non sarà disponibile sul mercato europeo prima della primavera 2015, dopo il rilascio della necessaria certificazione da parte degli organismi competenti. Problema “combustibile”. Il combustibile sarebbe contenuto in cartucce facili da sostituire, che ricordano per molti versi il toner di una stampante laser. Ogni singolo modulo dell'E-Cat sarà dotato della sua cartuccia, nella quale oltre al combustibile sarà contenuto il reattore stesso, per cui gli eventuali suoi perfezionamenti verranno implementati al cambio-cartuccia con il più facile degli upgrade. La durata minima di una cartuccia, in caso di utilizzo h24 dell'E-Cat, dovrebbe essere di 6 mesi, pertanto negli apparecchi industriali ne sarà prevista la sostituzione due volte l'anno. Negli E-Cat industriali, la sostituzione delle cartucce avverrebbe contestualmente alla manutenzione ordinaria programmata, e non sarà necessario prevedere alcun "fermo macchina": infatti, quando un singolo modulo E-Cat verrà disattivato per permettere la sostituzione, verrà attivato un modulo "dormiente" che lo sostituirà. Analogamente, se uno dei moduli esaurisse il combustibile prima del previsto, se ne attiverebbe uno dormiente per garantire sempre il 100% della potenza nominale. Problema sicurezza. Se la reazione va fuori controllo, la temperatura all'interno del reattore sale oltre i valori normali di funzionamento. Quando nel reattore si raggiunge una temperatura eccessivamente elevata, si ha la fusione della polvere di nichel contenuta nel reattore stesso, che in pratica diventa liquida, arrestando di conseguenza la reazione, che per avvenire necessita di nichel in polvere. Pertanto, l'E-Cat godrebbe di una sicurezza intrinseca, cui si aggiungono naturalmente altri sistemi di controllo attivi e passivi. Inoltre, il certificatore, ha proibito l'uso diretto dell'energia termica prodotta dall'E-Cat per auto sostenere il reattore evitando “ritorni” pericolosi. Per la Ditta fornitrice(vedi sito internet), nel caso di un E-Cat elettrico stand-alone, il tempo di rientro dell'investimento per una centrale elettrica che sfrutti questo tipo di tecnologia sarebbe di 3-4 anni al massimo, mentre nel caso di un E-Cat termico,alimentato elettricamente e utilizzato per gran parte dell'anno, il tempo di rientro sarebbe di 3-5 anni. Tutti dati da verificare, ovviamente, sul campo. Il dispositivo creato da Rossi sembrerebbe, attualmente, il modo più economico per produrre energia  senza creareinquinamento. Mi preme evidenziare l’uso del condizionale. Bisogna sempre sottolineare, per completezza, che questo tipo di fenomeni non sono ancora completamente compresi, specialmente usando le categorie della fisica così come la conosciamo oggi, anzi, questa fisica, al momento, non li considererebbe neppure possibili, in queste condizioni operative di temperature relativamente basse  A noi, per il momento, basta che l’ E-Cat funzioni, che sia sicuro, e che ci dia energia, economica e pulita! Ci sarà tempo in seguito per studiare e capire più a fondo il fenomeno fisico, magari grazie ad un nuova fisica dell’ energia. A questo punto dobbiamo solo aspettare senza farci particolari illusioni. Penso infatti che se il sistema funziona bene, prima o poi, sfonderà nel mercato energetico. Non credo a possibili teorie complottistiche che possano bloccare una scoperta veramente valida. Comunque le ricerche, in questo campo, vanno avanti e noi le seguiremo con attenzione, sperando che il sogno di Nikola Tesla possa diventare realtà.


Responsabile Settore Energia di FareAmbiente

venerdì 25 gennaio 2013

Sybaris, un sito da salvare


Una terra che non ha cura della storia del proprio passato è una terra senza memoria che non ha futuro.

E’ veramente desolante, dichiara Antonio Iaconetti coordinatore regionale di FareAmbiente- assistere a quanto sta accadendo all’antica Sybaris, ricoperta da una coltre di acqua e melma.

L’incuria e la scarsa attenzione prestata al territorio, come spesso accade nella nostra regione, hanno contribuito all’annunciato disastro che come sempre poteva essere evitato se solo si fosse avuta più cura del territorio ed attuato una più attenta politica, tanto a livello regionale che provinciale,  di tutela dei fiumi che rappresentano una risorsa inestimabile per quella zona vocata naturalmente all’agricoltura.

Mi rivolgo, continua Iaconetti, alle istituzioni competenti affinchè si adoperino immediatamente e fattivamente per ridare splendore a un bene inestimabile valore storico e culturale, testimone della nostra storia passata ma risorsa indispensabile per l’economia della sibaritide che tempo fa avevamo proposto all’UNESCO, di annoverarla tra i beni patrimonio dell’umanità.

Quanto accaduto a Sibari, conclude Iaconetti, deve mettere in allarme e suggerirci di attuare interventi mirati alla messa in sicurezza di tutti quei territori a rischio,  affinchè, oltre allo scempio non si debba assistere ad eventi ben più tragici.

Cosenza, 25.01.2013

Dal coordinamento Regionale

mercoledì 16 gennaio 2013

Calabria: Fare Ambiente promuove la candidatura di Antonio Iaconetti


I coordinatori provinciali della Calabria di Fare Ambiente hanno rivolto un appello ai rappresentanti dei partiti della coalizione di centrodestra affinché
inseriscano nelle liste per le elezioni parlamentari alla Camera o al Senato, in posizione utile, il coordinatore regionale del Movimento Ecologista Europeo Antonio Iaconetti.

La flessione delle attività turistiche, la crisi del settore ittico, il dissesto idrogeologico con tutte le ripercussioni in termini di danni e di costi sociali, sono tutte conseguenze della pessima ed irresponsabile gestione del territorio e del paesaggio che invece per i calabresi rappresenta una risorsa autentica, un patrimonio inestimabile da valorizzare.
Siamo convinti che Antonio Iaconetti saprà cogliere l’importanza strategica della tutela ambientale per la Calabria e portarla all’attenzione delle istituzioni nazionali>.

L’appello è stato sottoscritto dai seguenti coordinatori di Fare Ambiente Calabria:
Nadia Grande – Reggio Calabria
Giacomo Curigliano – Vibo Valentia
Maria Francesca Salvati – Crotone
Aurelio Longo – Responsabile giovani
Enzo Iapichino – Coordinatore area della sibaritide
Antonio Manno - Catanzaro
Vito Fragale - Cosenza

martedì 15 gennaio 2013

ELEZIONI: FARE AMBIENTE, SERVE PRESENZA CANDIDATI ECOLOGISTI

ELEZIONI: FARE AMBIENTE, SERVE PRESENZA CANDIDATI ECOLOGISTI
IACONETTI, NUOVO GOVERNO ASSUMA RESPONSABILITA' SCELTE PROGRESSO
CATANZARO
(ANSA) - CATANZARO, 15 GEN - ''Il prossimo governo nazionale dovra' assumersi la responsabilita' di compiere scelte di progresso in grado di garantire al Paese uno sviluppo sostenibile''. E' quanto afferma, in una nota, Antonio Iaconetti, coordinatore regionale di Fare Ambiente e componente della Direzione nazionale del Movimento ecologista europeo.
''Dovra' coniugare - prosegue - la necessita' di accelerare il processo di crescita economica dell'Italia con la salvaguardia dell'ambiente; dovra' gestire la realizzazione di importanti infrastrutture, vitali soprattutto nel Mezzogiorno, senza perdere di vista la difesa del territorio; dovra' promuovere e sostenere l'industria turistica con la piu' ampia valorizzazione dei tanti siti di interesse paesaggistico e storico-culturale di cui disponiamo garantendo al tempo stesso la loro tutela. Per questo sara' determinante la presenza tra i banchi del Parlamento di esponenti del Movimento ecologista europeo Fare Ambiente, organizzazione che ha sempre con coerenza sostenuto l'adozione di un progetto di sviluppo equo e sostenibile nel rispetto dell'ambiente e della tutela dei valori e delle culture''.
''Non e' frenando il cammino della civilta' che si difende il nostro ecosistema - aggiunge
Iaconetti - al contrario, la ricerca scientifica, l'innovazione tecnologica, sono gli strumenti da mettere in campo per operare nei settore dell'energia, dello smaltimento dei rifiuti, dell'edilizia e della costruzione di nuove infrastrutture, senza mettere a repentaglio la salute del nostro habitat naturale. Questi principi sono la stella polare che anima la nostra attivita', il punto di approdo delle politiche per la salvaguardia del territorio''.
''Per questo - conclude - auspichiamo che all'interno delle liste dei candidati possano trovare spazio anche rappresentanti di Fare Ambiente, che sapranno promuovere e stimolare l'iniziativa legislativa sui tanti, delicati temi che implicano questioni di carattere ambientale''. (ANSA).
COM-ATT/MED
S45 QBXU

giovedì 10 gennaio 2013

FareAmbiente: Rafforzare e allargare una presenza ambientalista del centrodestra in parlamento

Roma.“In un momento così delicato per l'economia italiana, esiste pericolo che le tematiche ambientali vengano relegate in second'ordine con serio rischio per il territorio e per la salute pubblica, per cui è necessario rafforzare e allargare la presenza degli ambientalisti in parlamento, specialmente dei sostenitori di un ambientalismo responsabile e sostenibile”.
Questo l'appello del comitato scientifico di FareAmbiente – Movimento ecologista europeo al presidente e al segretario del pdl Silvio Berlusconi e Angelino Alfano.
Inoltre, proprio dalle tecnologie 'green' possono venir fuori nuove opportunità di lavoro e di sviluppo per l'economia italiana, basti pensare all'opportunità per l'industria automobilistica con la diffusione delle auto elettriche, la cui legge attuativa è stata promossa proprio da membri di FareAmbiente, o all'applicazione delle nuove tecnologie cosiddette 'smart' per il risparmio energetico, prima di tutte la domotica”.

Questo appello è firmato da intellettuali e da illustri accademici delle università di Napoli, Pavia, Bari, della Calabria, del Sannio, di Palermo, dell'Aquila e di Roma come Domenico Amirante, Andrea Buondonno, Giovanni Cordini, tra l'altro presidente del club giuristi dell'ambiente, Giuseppe Scialla, Nicolò Costa, Orazio Mainieri, Donato Forenza, Girolamo Cusimano, Gianfranco Totani, Francesco Gallo, Francesco Sisinni, rappresentanti della società civile, come Salvo Iavarone, presidente Asmef e il noto filosofo e scrittore Marcello Veneziani.

Noi vogliamo esserci !!!!!

"La prossima classe dirigente del Paese dovrà mettere le problematiche
dell’ambiente ai primi punti dell’agenda politica. Per questo auspichiamo
che i partiti spieghino nel loro programma elettorale quale tipo di modello
ambientale intendono promuovere, se quello sostenibile, supportato da dati
scientifici ma che non pregiudica lo sviluppo e la creazione di nuove
opportunità occupazionali, o quello del diniego a tutti i costi che
rallenta la ripresa dell’economia e inibisce la crescita".
Lo afferma in una nota Antonio Iaconetti, coordinatore regionale della
Calabria di FareAmbiente.
"In Calabria in particolare – aggiunge l’esponente del Movimento ecologista
– investire nell’ambientalismo sostenibile può essere una delle chiavi per
la promozione dello sviluppo e la valorizzazione delle risorse naturali e
paesaggistiche del territorio. Su questi temi è necessario aprire un
dibattito preventivo, per capire quali siano le posizioni in materia da
parte degli aspiranti parlamentari calabresi, affinché gli elettori abbiano
gli elementi necessari per costruirsi un’opinione e regolarsi di
conseguenza al momento di esprimere la loro preferenza".
Cosenza, 09.01.2013

domenica 30 dicembre 2012



tartarugafalunga



FareAmbiente



Il 28 dicembre 2012 alle ore 13, il responsabile nazionale di FareAmbiente Salvatore Grillo ha presentato al Procuratore della Repubblica di Roma l’accluso esposto nel quale si chiede l’apertura di una azione legale contro il Governo della repubblica dell’India per il reato di sequestro di persona ed inoltre si richiama l’attenzione sul fatto che l’eventuale rientro dei due Marò italiani in India costituirebbe una prosecuzione di reato e, quindi, ogni azione rivolta al verificarsi di questo evento deve ritenersi nulla mentre per chi intende farla eseguire  si configurerebbe il reato di favoreggiamento. Inoltre nell’esposto il dirigente di FareAmbiente chiede il ritiro cautelativo dei passaporti ai Marò.  

Testo dell’esposto
Ill.mo Sig. Procuratore della Repubblica di Roma

Il sottoscritto Grillo Salvatore domiciliato per questo atto presso la sede dell’Associazione ambientalista FareAmbiente con sede in Roma via Tacito  50,  associazione della quale è responsabile nazionale del dipartimento “diritti civili”, si rivolge alla S.V.I. per presentare un esposto contro i rappresentanti della Repubblica dell’India i quali, come si è appreso dalla stampa e da ampi e particolareggiati servizi televisivi, hanno tenuto in segregazione per parecchi mesi, operando un vero sequestro di persona, due cittadini italiani, arrestati dalle loro forze di polizia dopo averli indotti con l’inganno nel territorio indiano, contestando loro un reato che avrebbero commesso a bordo di una nave italiana che navigava in acque internazionali. 
Ad avviso dello scrivente e della propria associazione, che è portatrice di interessi collettivi riguardanti i valori della libertà, della democrazia e della legalità, i comportamenti delle autorità della citata repubblica sono stati lesivi non solamente dei principi di diritto  internazionale, sanciti dalle organizzazioni a cui sia l’Italia che la Repubblica dell’India fanno parte e sui quali si reggono i rapporti tra i popoli, ma hanno violato il diritto dei nostri due concittadini ad essere sottoposti al giudizio del loro giudice naturale, che in questo caso è quello del loro Paese, cioè la Magistratura italiana.
Alla luce di quanto sopra esposto, ove mai la S.V.I. dovesse convenire con le tesi del sottoscritto, consequenziale sarebbe ritenere illegale qualunque azione si dovesse compiere nei prossimi giorni, anche se discendente da accordi sottoscritti da autorità italiane, accordi che dovrebbero ritenersi nulli se da questi dovesse derivare la continuazione del reato perpetrato dall’autorità Indiana, mentre il loro espletamento verrebbe a configurare una attività sostanzialmente  complice.
Di conseguenza a ciò, piaccia alla S.V.I. di prendere in considerazione l’ipotesi di un intervento atto ad impedire anche il possibile espletamento della volontà personale dei due italiani in questione, ammesso che si dovesse verificare, eventualmente rivolta ad affrontare, per lealtà verso una  parola data, la continuazione di una ingiusta segregazione che, ad avviso del sottoscritto, andrebbe fermata con ogni mezzo, anche con il blocco dei titoli di espatrio, per impedire il ripresentarsi di una condizione di partecipazione passiva alla consumazione di un reato. 
Nella convinzione di avere, con il presente esposto, operato nell’interesse dei valori per i quali il sottoscritto si batte unitamente alla sua associazione,  l’occasione è utile per inviare molti distinti saluti   

Roma 28 dicembre 2012                Salvatore Grillo 




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Il 28 dicembre 2012 alle ore 13, il responsabile nazionale di FareAmbiente Salvatore Grillo ha presentato al Procuratore della Repubblica di Roma l’accluso esposto nel quale si chiede l’apertura di una azione legale contro il Governo della repubblica dell’India per il reato di sequestro di persona ed inoltre si richiama l’attenzione sul fatto che l’eventuale rientro dei due Marò italiani in India costituirebbe una prosecuzione di reato e, quindi, ogni azione rivolta al verificarsi di questo evento deve ritenersi nulla mentre per chi intende farla eseguire  si configurerebbe il reato di favoreggiamento. Inoltre nell’esposto il dirigente di FareAmbiente chiede il ritiro cautelativo dei passaporti ai Marò.  

Testo dell’esposto
Ill.mo Sig. Procuratore della Repubblica di Roma

Il sottoscritto Grillo Salvatore domiciliato per questo atto presso la sede dell’Associazione ambientalista FareAmbiente con sede in Roma via Tacito  50,  associazione della quale è responsabile nazionale del dipartimento “diritti civili”, si rivolge alla S.V.I. per presentare un esposto contro i rappresentanti della Repubblica dell’India i quali, come si è appreso dalla stampa e da ampi e particolareggiati servizi televisivi, hanno tenuto in segregazione per parecchi mesi, operando un vero sequestro di persona, due cittadini italiani, arrestati dalle loro forze di polizia dopo averli indotti con l’inganno nel territorio indiano, contestando loro un reato che avrebbero commesso a bordo di una nave italiana che navigava in acque internazionali. 
Ad avviso dello scrivente e della propria associazione, che è portatrice di interessi collettivi riguardanti i valori della libertà, della democrazia e della legalità, i comportamenti delle autorità della citata repubblica sono stati lesivi non solamente dei principi di diritto  internazionale, sanciti dalle organizzazioni a cui sia l’Italia che la Repubblica dell’India fanno parte e sui quali si reggono i rapporti tra i popoli, ma hanno violato il diritto dei nostri due concittadini ad essere sottoposti al giudizio del loro giudice naturale, che in questo caso è quello del loro Paese, cioè la Magistratura italiana.
Alla luce di quanto sopra esposto, ove mai la S.V.I. dovesse convenire con le tesi del sottoscritto, consequenziale sarebbe ritenere illegale qualunque azione si dovesse compiere nei prossimi giorni, anche se discendente da accordi sottoscritti da autorità italiane, accordi che dovrebbero ritenersi nulli se da questi dovesse derivare la continuazione del reato perpetrato dall’autorità Indiana, mentre il loro espletamento verrebbe a configurare una attività sostanzialmente  complice.
Di conseguenza a ciò, piaccia alla S.V.I. di prendere in considerazione l’ipotesi di un intervento atto ad impedire anche il possibile espletamento della volontà personale dei due italiani in questione, ammesso che si dovesse verificare, eventualmente rivolta ad affrontare, per lealtà verso una  parola data, la continuazione di una ingiusta segregazione che, ad avviso del sottoscritto, andrebbe fermata con ogni mezzo, anche con il blocco dei titoli di espatrio, per impedire il ripresentarsi di una condizione di partecipazione passiva alla consumazione di un reato. 
Nella convinzione di avere, con il presente esposto, operato nell’interesse dei valori per i quali il sottoscritto si batte unitamente alla sua associazione,  l’occasione è utile per inviare molti distinti saluti   

Roma 28 dicembre 2012                Salvatore Grillo 




FareAmbiente coordinamento nazionale
via Tacito, 50   00193  Roma
tel e fax: 06/484409
info@fareambiente.it
PEC: presidenzafareambiente@pec.it

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mercoledì 26 dicembre 2012

REGIONE: FARE AMBIENTE, CONSIGLIO VARI PROGETTO AREE INCOLTE


       (ANSA) - CATANZARO, 26 DIC - ''Tra gli effetti che la crisi
economica sta generando vi e' anche quello di un ritorno
all'attivita' agricola che negli ultimi decenni aveva segnato il
passo per cedere spazi e fette dell'economia agli insediamenti
industriali ed al terziario. Le istituzioni non devono farsi
trovare impreparate nelle azioni di sostegno ed assistenza a
questa nuova tendenza che coinvolge anche i giovani, soprattutto
in una regione come la Calabria dove il settore primario ha
sempre ugualmente costituito un comparto trainante per lo
sviluppo''. Lo afferma, in una nota, il coordinatore regionale
di Fare Ambiente, Antonio Iaconetti.
  ''Per questo - aggiunge - auspico che il Consiglio regionale
possa inserire ai primi punti dell'agenda politica la
discussione e l'approvazione del progetto di Legge redatto da
Fare Ambiente Calabria e depositato nella massima assise
calabrese per mezzo del consigliere Rosario Mirabelli''.
  ''Si tratta di una norma - dice ancora Iaconetti, estensore
della proposta - che recepisce i principi fissati dalla Legge
nazionale 440 del 1978 che fissa i criteri direttivi per il
recupero produttivo delle terre, lasciando alle Regioni la
determinazione delle procedure per l'attuazione della stessa.
L'obiettivo e' quello di monitorare le aree incolte ed
abbandonate e favorirne lo sfruttamento per la produzione che
avrebbe il duplice effetto di offrire opportunita' occupazionali
e di risistemare territori altrimenti esposti al rischio
idrogeologico''.
  ''Non ho dubbi - conclude Iaconetti - che il presidente del
Consiglio regionale, Francesco Talarico, percependo l'importanza
di questo provvedimento, accogliera' l'appello di Fare Ambiente
adoperandosi per accelerare l'iter burocratico per la sua
approvazione''. (ANSA).
26 dicembre 2012

Con il ritorno all' agricoltura combattiamo la crisi


Crisi economica e ritorno ai lavori della terra

Antonio Iaconetti di Fare Ambiente sul ritorno all’agricoltura
Tra gli effetti che la crisi economica sta generando vi è anche quello di un ritorno all’attività agricola che negli ultimi decenni aveva segnato il passo per cedere spazi e fette dell’economia agli insediamenti industriali ed al terziario.

Le istituzioni non devono farsi trovare impreparate nelle azioni di sostegno ed assistenza a questa nuova tendenza che coinvolge anche i giovani, soprattutto in una regione come la Calabria dove il settore primario ha sempre ugualmente costituito un comparto trainante per lo sviluppo.
Per questo auspico che il consiglio regionale possa inserire ai primi punti dell’agenda politica la discussione e l’approvazione di un progetto di Legge redatto da Fare Ambiente Calabria e depositato nella massima assise calabrese per mezzo del consigliere Rosario Mirabelli».
E’ quanto si legge in una nota a firma del Coordinatore Regionale di Fare Ambiente Calabria Antonio Iaconetti.
«Si tratta di una norma – spiega Iaconetti, estensore della proposta – che recepisce i principi fissati dalla Legge nazionale 440/1978 che fissa i criteri direttivi per il recupero produttivo delle terre, lasciando alle Regioni la determinazione delle procedure per l'attuazione della stessa.
L’obiettivo è quello di monitorare le aree incolte ed abbandonate e favorirne lo sfruttamento per la produzione che avrebbe il duplice effetto di offrire opportunità occupazionali e di risistemare territori altrimenti esposti al rischio idrogeologico.
Non ho dubbi – conclude Iaconetti - che il presidente del Consiglio Regionale Francesco Talarico, percependo l’importanza di questo provvedimento, accoglierà l’appello di Fare Ambiente adoperandosi per accelerare l’iter burocratico di approvazione del provvedimento che il nostro movimento ecologista ha proposto».
26/12/2012

Con il ritorno all' agricoltura


Crisi economica e ritorno ai lavori della terra

Antonio Iaconetti di Fare Ambiente sul ritorno all’agricoltura
Tra gli effetti che la crisi economica sta generando vi è anche quello di un ritorno all’attività agricola che negli ultimi decenni aveva segnato il passo per cedere spazi e fette dell’economia agli insediamenti industriali ed al terziario.

Le istituzioni non devono farsi trovare impreparate nelle azioni di sostegno ed assistenza a questa nuova tendenza che coinvolge anche i giovani, soprattutto in una regione come la Calabria dove il settore primario ha sempre ugualmente costituito un comparto trainante per lo sviluppo.
Per questo auspico che il consiglio regionale possa inserire ai primi punti dell’agenda politica la discussione e l’approvazione di un progetto di Legge redatto da Fare Ambiente Calabria e depositato nella massima assise calabrese per mezzo del consigliere Rosario Mirabelli».
E’ quanto si legge in una nota a firma del Coordinatore Regionale di Fare Ambiente Calabria Antonio Iaconetti.
«Si tratta di una norma – spiega Iaconetti, estensore della proposta – che recepisce i principi fissati dalla Legge nazionale 440/1978 che fissa i criteri direttivi per il recupero produttivo delle terre, lasciando alle Regioni la determinazione delle procedure per l'attuazione della stessa.
L’obiettivo è quello di monitorare le aree incolte ed abbandonate e favorirne lo sfruttamento per la produzione che avrebbe il duplice effetto di offrire opportunità occupazionali e di risistemare territori altrimenti esposti al rischio idrogeologico.
Non ho dubbi – conclude Iaconetti - che il presidente del Consiglio Regionale Francesco Talarico, percependo l’importanza di questo provvedimento, accoglierà l’appello di Fare Ambiente adoperandosi per accelerare l’iter burocratico di approvazione del provvedimento che il nostro movimento ecologista ha proposto».
26/12/2012

Con


Crisi economica e ritorno ai lavori della terra

Antonio Iaconetti di Fare Ambiente sul ritorno all’agricoltura
Tra gli effetti che la crisi economica sta generando vi è anche quello di un ritorno all’attività agricola che negli ultimi decenni aveva segnato il passo per cedere spazi e fette dell’economia agli insediamenti industriali ed al terziario.

Le istituzioni non devono farsi trovare impreparate nelle azioni di sostegno ed assistenza a questa nuova tendenza che coinvolge anche i giovani, soprattutto in una regione come la Calabria dove il settore primario ha sempre ugualmente costituito un comparto trainante per lo sviluppo.
Per questo auspico che il consiglio regionale possa inserire ai primi punti dell’agenda politica la discussione e l’approvazione di un progetto di Legge redatto da Fare Ambiente Calabria e depositato nella massima assise calabrese per mezzo del consigliere Rosario Mirabelli».
E’ quanto si legge in una nota a firma del Coordinatore Regionale di Fare Ambiente Calabria Antonio Iaconetti.
«Si tratta di una norma – spiega Iaconetti, estensore della proposta – che recepisce i principi fissati dalla Legge nazionale 440/1978 che fissa i criteri direttivi per il recupero produttivo delle terre, lasciando alle Regioni la determinazione delle procedure per l'attuazione della stessa.
L’obiettivo è quello di monitorare le aree incolte ed abbandonate e favorirne lo sfruttamento per la produzione che avrebbe il duplice effetto di offrire opportunità occupazionali e di risistemare territori altrimenti esposti al rischio idrogeologico.
Non ho dubbi – conclude Iaconetti - che il presidente del Consiglio Regionale Francesco Talarico, percependo l’importanza di questo provvedimento, accoglierà l’appello di Fare Ambiente adoperandosi per accelerare l’iter burocratico di approvazione del provvedimento che il nostro movimento ecologista ha proposto».
26/12/2012

Crisi economica e ritorno ai lavori della terra

Antonio Iaconetti di Fare Ambiente sul ritorno all’agricoltura
Tra gli effetti che la crisi economica sta generando vi è anche quello di un ritorno all’attività agricola che negli ultimi decenni aveva segnato il passo per cedere spazi e fette dell’economia agli insediamenti industriali ed al terziario.

Le istituzioni non devono farsi trovare impreparate nelle azioni di sostegno ed assistenza a questa nuova tendenza che coinvolge anche i giovani, soprattutto in una regione come la Calabria dove il settore primario ha sempre ugualmente costituito un comparto trainante per lo sviluppo.
Per questo auspico che il consiglio regionale possa inserire ai primi punti dell’agenda politica la discussione e l’approvazione di un progetto di Legge redatto da Fare Ambiente Calabria e depositato nella massima assise calabrese per mezzo del consigliere Rosario Mirabelli».
E’ quanto si legge in una nota a firma del Coordinatore Regionale di Fare Ambiente Calabria Antonio Iaconetti.
«Si tratta di una norma – spiega Iaconetti, estensore della proposta – che recepisce i principi fissati dalla Legge nazionale 440/1978 che fissa i criteri direttivi per il recupero produttivo delle terre, lasciando alle Regioni la determinazione delle procedure per l'attuazione della stessa.
L’obiettivo è quello di monitorare le aree incolte ed abbandonate e favorirne lo sfruttamento per la produzione che avrebbe il duplice effetto di offrire opportunità occupazionali e di risistemare territori altrimenti esposti al rischio idrogeologico.
Non ho dubbi – conclude Iaconetti - che il presidente del Consiglio Regionale Francesco Talarico, percependo l’importanza di questo provvedimento, accoglierà l’appello di Fare Ambiente adoperandosi per accelerare l’iter burocratico di approvazione del provvedimento che il nostro movimento ecologista ha proposto».
26/12/2012

Crisi economica e ritorno ai lavori della terra

Antonio Iaconetti di Fare Ambiente sul ritorno all’agricoltura
Tra gli effetti che la crisi economica sta generando vi è anche quello di un ritorno all’attività agricola che negli ultimi decenni aveva segnato il passo per cedere spazi e fette dell’economia agli insediamenti industriali ed al terziario.

Le istituzioni non devono farsi trovare impreparate nelle azioni di sostegno ed assistenza a questa nuova tendenza che coinvolge anche i giovani, soprattutto in una regione come la Calabria dove il settore primario ha sempre ugualmente costituito un comparto trainante per lo sviluppo.
Per questo auspico che il consiglio regionale possa inserire ai primi punti dell’agenda politica la discussione e l’approvazione di un progetto di Legge redatto da Fare Ambiente Calabria e depositato nella massima assise calabrese per mezzo del consigliere Rosario Mirabelli».
E’ quanto si legge in una nota a firma del Coordinatore Regionale di Fare Ambiente Calabria Antonio Iaconetti.
«Si tratta di una norma – spiega Iaconetti, estensore della proposta – che recepisce i principi fissati dalla Legge nazionale 440/1978 che fissa i criteri direttivi per il recupero produttivo delle terre, lasciando alle Regioni la determinazione delle procedure per l'attuazione della stessa.
L’obiettivo è quello di monitorare le aree incolte ed abbandonate e favorirne lo sfruttamento per la produzione che avrebbe il duplice effetto di offrire opportunità occupazionali e di risistemare territori altrimenti esposti al rischio idrogeologico.
Non ho dubbi – conclude Iaconetti - che il presidente del Consiglio Regionale Francesco Talarico, percependo l’importanza di questo provvedimento, accoglierà l’appello di Fare Ambiente adoperandosi per accelerare l’iter burocratico di approvazione del provvedimento che il nostro movimento ecologista ha proposto».
26/12/2012

lunedì 22 ottobre 2012

NAVE COSTA: FAREAMBIENTE "TUTELARE ECOSISTEMA GIGLIO"

NAVE COSTA: FAREAMBIENTE "TUTELARE ECOSISTEMA GIGLIO"
ROMA (ITALPRESS) - "L'incidente probatorio sugli avvenimenti del 13 gennaiocostituisce una fase processuale essenziale nell'accertamento della verita' e delle connesse responsabilita'.
Non dimentichiamo pero' la lesione del valore ambientale arrecata". Lo afferma in una nota Peter Lewis Geti, coordinatore del pool legale di FareAmbiente - Movimento ecologista europeo che, insieme ai colleghi Antonio Iaconetti e Danilo Ferrante, cura l'intervento in giudizio dell'associazione e segue le vicende connesse alla rimozione del relitto.
"Dobbiamo constatare con rammarico - continua Geti - che le associazioni esponenziali portatrici di interessi diffusi non abbiano potuto partecipare a questa essenziale fase di accertamento delle verita', veicolando gli specifici valori di cui sono portatrici. Saremo tuttavia attivi protagonisti nelle successive fasi giudiziali. La partecipazione di FareAmbiente e degli altri movimenti ambientalisti non puo' che portare un evidente giovamento all'attivita' della magistratura introducendo una particolare attenzione anche per l'impatto ambientale della vicenda che fino ad ora era stato trascurato".
"Avevamo gia' invitato tutti i cittadini a collaborare in modo propositivo e non catastrofista - ha aggiunto il presidente nazionale Vincenzo Pepe - segnalando la presenza di banchi di pesci, cetacei ed eventuali danni alle coste per consentire ai tecnici di intervenire tempestivamente in caso di danno.
Continueremo nel nostro monitoraggio anche stimolando il Ministro a riferire sui ritardi e le difficolta' incontrate dai tecnici della Titan Salvage-Micoleri, ai quali confermiamo la nostra fiducia".
"In particolare - conclude Pepe - sara' importante conoscere gli intendimenti del governo per la salvaguardia dell'ecosistema marino del Giglio e dei fondali, gia' oggetto di fessurazioni.
Bene quindi guardare gli esiti della procedura giudiziaria ma senza spettacolarizzazione. Non si deve dimenticare che l'area costiera del Giglio con i suoi panorami ed il suo habitat marino e' stata brutalmente deturpata dal naufragio e che la rimozione del relitto presenta ancora oggi profili di criticita'".
(ITALPRESS).
sat/com 19-Ott-12 16:33 NNNN


CONCORDIA: FAREAMBIENTE, NON DIMENTICHIAMO DANNI ALL'AMBIENTE =
(AGI) - Roma, 19 ott. - "L'incidente probatorio sugli avvenimenti del 13 gennaio costituisce una fase processuale essenziale nell'accertamento della verita' e delle connesse responsabilita'. Non dimentichiamo pero' la lesione del valore ambientale arrecata". Cosi' si esprime Peter Lewis Geti, coordinatore del pool legale di FareAmbiente-Movimento ecologista europeo che, insieme ai colleghi Antonio Iaconetti e Danilo Ferrante, cura l'intervento in giudizio dell'associazione e segue le vicende connesse alla rimozione del relitto. (AGI) Eli (Segue) 191718 OTT 12

NNNN
CONCORDIA: FAREAMBIENTE, NON DIMENTICHIAMO DANNI ALL'AMBIENTE (2)=
(AGI) - Roma, 19 ott. - "Dobbiamo constatare con rammarico - continua Geti - che le associazioni esponenziali portatrici di interessi diffusi non abbiano potuto partecipare a questa essenziale fase di accertamento delle verita', veicolando gli specifici valori di cui sono portatrici. Saremo tuttavia attivi protagonisti nelle successive fasi giudiziali. La partecipazione diFareAmbiente e degli altri movimenti ambientalisti non puo' che portare un evidente giovamento all'attivita' della magistratura introducendo una particolare attenzione anche per l'impatto ambientale della vicenda che fino a ora era stato trascurato". "Avevamo gia' invitato tutti i cittadini a collaborare in modo propositivo e non catastrofista - ha aggiunto il presidente nazionale Vincenzo Pepe - segnalando la presenza di banchi di pesci, cetacei ed eventuali danni alle coste per consentire ai tecnici di intervenire tempestivamente in caso di danno. Continueremo nel nostro monitoraggio anche stimolando il ministro a riferire sui ritardi e le difficolta' incontrate dai tecnici della Titan Salvage-Micoleri. In particolare - conclude Pepe - sara' importante conoscere gli intendimenti del governo per la salvaguardia dell'ecosistema marino del Giglio e dei fondali".
(AGI) Eli 191718 OTT 12