lunedì 27 febbraio 2012

Costa Concordia. Fare Ambiente sollecita le preoccupazioni per l’ambiente.

PISA-FIRENZE. Dopo tre settimane dal naufragio della Costa Concordia nei pressi dell’isola del Giglio, la Compagnia raggiunge l’accordo per il risarcimento dei passeggeri, mentre prosegue l’inchiesta volta all’accertamento delle responsabilità. Ma il disastro ambientale si è già consumato e potrebbe aumentare ulteriormente con la dispersione in mare del combustibile. «Un evidente e grave danno si è già abbattuto sulle coste dell’isola – afferma Giuseppina Gusella, coordinatrice regionale per la Toscana di Fare Ambiente, movimento ecologista europeo – Oltre ai versamenti di idrocarburi, si rileva un’evidente alterazione della costa e del fondale, con la connessa distruzione di un habitat mediterraneo che non aveva eguali. Siamo vicini ai naufraghi ed alle famiglie delle vittime, ma non dimentichiamo che anche noi siamo vittime di questo attentato alla natura e alle bellezze artistiche e naturali del Paese». L’ufficio legale dell’Associazione, composto dagli avvocati Peter Lewis Geti, Antonio Iaconetti, Michele Sanfilippo, Fabio Azzaroli, Danilo Ferrante, Maddalena Gajo, Enrico Vitali, Giuseppe Triarico procederà pertanto con la costituzione parte civile nel giudizio che si celebrerà all’esito delle indagini preliminari, schierandosi in prima linea per il riconoscimento del danno causato all’ambiente e alla salute delle persone. «Le responsabilità sono ancora da accertare – dichiara Geti – ma sarà importante tenere ben presente il valore ambientale ed il rischio per la salute pubblica che dilaga con la putrefazione delle merci a bordo del natante, cagionando un danno irreversibile all’ecosistema marino. Un vero disastro, che si ripercuoterà nell’area per gli anni a venire».

Costa Concordia. Fare Ambiente sollecita le preoccupazioni per l’ambiente

PISA-FIRENZE. Dopo tre settimane dal naufragio della Costa Concordia nei pressi dell’isola del Giglio, la Compagnia raggiunge l’accordo per il risarcimento dei passeggeri, mentre prosegue l’inchiesta volta all’accertamento delle responsabilità. Ma il disastro ambientale si è già consumato e potrebbe aumentare ulteriormente con la dispersione in mare del combustibile. «Un evidente e grave danno si è già abbattuto sulle coste dell’isola – afferma Giuseppina Gusella, coordinatrice regionale per la Toscana di Fare Ambiente, movimento ecologista europeo – Oltre ai versamenti di idrocarburi, si rileva un’evidente alterazione della costa e del fondale, con la connessa distruzione di un habitat mediterraneo che non aveva eguali. Siamo vicini ai naufraghi ed alle famiglie delle vittime, ma non dimentichiamo che anche noi siamo vittime di questo attentato alla natura e alle bellezze artistiche e naturali del Paese». L’ufficio legale dell’Associazione, composto dagli avvocati Peter Lewis Geti, Antonio Iaconetti, Michele Sanfilippo, Fabio Azzaroli, Danilo Ferrante, Maddalena Gajo, Enrico Vitali, Giuseppe Triarico procederà pertanto con la costituzione parte civile nel giudizio che si celebrerà all’esito delle indagini preliminari, schierandosi in prima linea per il riconoscimento del danno causato all’ambiente e alla salute delle persone. «Le responsabilità sono ancora da accertare – dichiara Geti – ma sarà importante tenere ben presente il valore ambientale ed il rischio per la salute pubblica che dilaga con la putrefazione delle merci a bordo del natante, cagionando un danno irreversibile all’ecosistema marino. Un vero disastro, che si ripercuoterà nell’area per gli anni a venire».
PISA-FIRENZE. Dopo tre settimane dal naufragio della Costa Concordia nei pressi dell’isola del Giglio, la Compagnia raggiunge l’accordo per il risarcimento dei passeggeri, mentre prosegue l’inchiesta volta all’accertamento delle responsabilità. Ma il disastro ambientale si è già consumato e potrebbe aumentare ulteriormente con la dispersione in mare del combustibile. «Un evidente e grave danno si è già abbattuto sulle coste dell’isola – afferma Giuseppina Gusella, coordinatrice regionale per la Toscana di Fare Ambiente, movimento ecologista europeo – Oltre ai versamenti di idrocarburi, si rileva un’evidente alterazione della costa e del fondale, con la connessa distruzione di un habitat mediterraneo che non aveva eguali. Siamo vicini ai naufraghi ed alle famiglie delle vittime, ma non dimentichiamo che anche noi siamo vittime di questo attentato alla natura e alle bellezze artistiche e naturali del Paese». L’ufficio legale dell’Associazione, composto dagli avvocati Peter Lewis Geti, Antonio Iaconetti, Michele Sanfilippo, Fabio Azzaroli, Danilo Ferrante, Maddalena Gajo, Enrico Vitali, Giuseppe Triarico procederà pertanto con la costituzione parte civile nel giudizio che si celebrerà all’esito delle indagini preliminari, schierandosi in prima linea per il riconoscimento del danno causato all’ambiente e alla salute delle persone. «Le responsabilità sono ancora da accertare – dichiara Geti – ma sarà importante tenere ben presente il valore ambientale ed il rischio per la salute pubblica che dilaga con la putrefazione delle merci a bordo del natante, cagionando un danno irreversibile all’ecosistema marino. Un vero disastro, che si ripercuoterà nell’area per gli anni a venire».

mercoledì 8 febbraio 2012

PONTE STRETTO:FARE AMBIENTE,SI RINUNCIA GRANDE OPPORTUNITA' 'REVOCA FINANZIAMENTI E' SCHIAFFO SONORO E INACCETTABILE' CATANZARO (ANSA) - CATANZARO, 23 GEN - ''La revoca dei finanziamenti per il Ponte sullo Stretto di Messina e l'accantonamento di quest'opera strategica e fondamentale per lo sviluppo della Calabria e del Mezzogiorno, suona come uno schiaffo sonoro ed inaccettabile per le ambizioni di crescita sociale ed economica del Sud del Paese''. Lo afferma Antonio Iaconetti, coordinatore calabrese del Movimento ecologista europeo FareAmbiente. ''Rinunciare al Ponte - prosegue Iaconetti - significa rinunciare ad una grande opportunita' in termini occupazionali e di attrazione degli investimenti, isolare il Meridione e sacrificare il corridoio Palermo-Berlino in favore di un'altra direttrice, ma anche perseverare nell'inquinamento dello specchio d'acqua che separa la Calabria dalla Sicilia. Infatti, mentre si spaccia il Ponte come opera faraonica e disastrosa per il suo impatto paesaggistico, si va compromettendo nel piu' assoluto silenzio l'ecosistema di un tratto di mare largamente battuto da imbarcazioni a motore, con tutte le conseguenze che cio' comporta a livello ambientale. Per questo auspico che il Governo non cancelli il Ponte, promuovendone semmai la realizzazione in tempi brevi''. (ANSA). COM-ATT/FLC S45 QBXU

lunedì 23 gennaio 2012

Il ponte: un'opportunità negata



«La revoca dei finanziamenti per il Ponte sullo Stretto di Messina e l’accantonamento di quest’opera strategica e fondamentale per lo sviluppo della Calabria e del Mezzogiorno, suona come uno schiaffo sonoro ed inaccettabile per le ambizioni di crescita sociale ed economica del Sud del Paese».
Lo afferma Antonio Iaconetti, Coordinatore regionale della Calabria del Movimento Ecologista Europeo FareAmbiente.
«Rinunciare al Ponte significa rinunciare ad una grande opportunità in termini occupazionali e di attrazione degli investimenti, isolare il Meridione e sacrificare il corridoio Palermo-Berlino in favore di un’altra direttrice, ma anche perseverare nell’inquinamento dello specchio d’acqua che separa la Calabria dalla Sicilia.
Infatti, mentre si spaccia il Ponte come opera faraonica e disastrosa per il suo impatto paesaggistico, si va compromettendo nel più assoluto silenzio l’ecosistema di un tratto di mare largamente battuto da imbarcazioni a motore, con tutte le conseguenze che ciò comporta a livello ambientale.
Per questo auspico che il Governo non cancelli il Ponte, promuovendone semmai la realizzazione in tempi brevi».

martedì 20 dicembre 2011

Fare Ambiente resoconto convegno Campidoglio




Si è tenuto a Roma nei saloni del Museo Capitolino del Campidoglio lo scorso 14 Dicembre il convegno organizzato da FareAmbiente Movimento Ecologista accreditato presso il Ministero dell’Ambiente dal titolo: Salute, Territorio e Turismo. FareAmbiente ricordiamo ha posto tra uno degli obiettivi del 2012 quello della sensibilizzazione della popolazione, con particolare interesse verso i giovani, sul tema della sana alimentazione. - I motivi che ci spingono ad operare in questa direzione dipendono da una duplice considerazione - ha dichiarato il Presidente Nazionale Vincenzo Pepe – “l’aumento esponenziale del numero di cittadini afflitti dal problema dell’obesità e tra questi in aumento bambini e giovani, la necessità di salvaguardare e sviluppare le coltivazioni tradizionali Italiane, consentendo contemporaneamente il mantenimento e l’allargamento delle aree coltivate e quindi presidiate dall’uomo La scienza ha promosso la dieta mediterranea come fattore importante per una vita salutare: gli alimenti principali a cui questa dieta fa riferimento sono prodotti nel nostro territorio o pescati nei nostri mari. Putroppo in Italia cresce la moda del panino con carni e grassi, dei pasti mordi e fuggi, dell’uso di addensanti provenienti dal grasso del latte o da altri maggiormente dannosi, mentre diminuisce il consumo dei cereali, dei legumi, delle verdure e della frutta; il pesce azzurro è sostituito da fritture di pesci congelati di sconosciuta o lontana provenienza e le bevande gassate, hanno soppiantato le spremute di agrumi o i frullati di frutta – ha aggiunto Pepe. Ed ancora improbabili merendine zuccherate hanno soppiantato le marmellate di frutta negli spuntini dei ragazzi. Tutto ciò sta all’origine della obesità, anche infantile, delle alterazioni cardiovascolari, dell’aumento delle patologie legate alla presenza eccessiva di grassi e di zuccheri nella circolazione del sangue: in poche parole ci stiamo avvelenando. Infatti mentre la durata della vita cresce grazie ai progressi della medicina e della chirurgia, la qualità della vita stessa e la capacità di continuare a produrre impegno scendono a vista d’occhio come testimoniano il numero delle patologie trattate dagli ospedali ed il consumo dei farmaci.
Mentre questo fenomeno si espande, parallelamente aumentano gli abbandoni nelle campagne soprattutto nel meridione. Ogni anno spariscono colture tradizionali che hanno caratterizzato i panorami agricoli e le abitudini umane per secoli. In contrasto a ciò aumentano le importazioni di prodotti alimentari sconosciuti sino a pochi decenni orsono, si modificano i sistemi di cottura dei cibi, intervengono con sempre maggiore frequenza le diversificazioni nelle diete di ogni giorno, sulla spinta anche della pubblicità che fortemente interviene su queste scelte grazie agli ampi margini di guadagno che consentono produzioni provenienti dall’estremo oriente o da aree a forte presenza di agricoltura industrializzata.
Contro tutto ciò FareAmbiente ritiene urgente e doveroso impegnarsi in una grande mobilitazione volta a pubblicizzare linee coerenti di alimentazione sana, equilibrata e ricca di sapori, pubblicizzarla tra i giovani, nelle scuole, ma anche all’interno dell’intera società Italiana. Andremo a fare pressione sulle Regioni per fare prevedere menù consequenziali a queste scelte nelle mense scolastiche, ma affronteremo anche il problema delle mense aziendali, mentre cercheremo di convincere bar, ristoranti, luoghi di intrattenimento, ad osservare le regole delle dieta mediterranea che sono anche regole che riguardano i sistemi di cottura ed i condimenti oltre agli alimenti principali, magari esibendo un simbolo che rappresenterà la garanzia per i consumatori e testimonierà questa scelta.
Quindi una grande mobilitazione per la salute, la costituzione di un comitato nazionale di FareAmbiente per il coordinamento delle iniziative e la produzione delle linee guida, comitato che vedrà la presenza di esperti in tutti i settori oltre che dei medici, comitato nazionale a cui si aggiungeranno omologhi comitati regionali ai quali vogliamo presenti, in prima linea assieme agli scienziati, gli agricoltori, gli industriali del settore alimentare ed i ristoratori.



I motivi che ci spingono ad operare in questa direzione ha continuato Antonio Iaconetti Coordinatore per la Calabria – dipendono da una duplice considerazione: l’aumento esponenziale del numero di cittadini afflitti dal problema dell’obesità e tra questi in aumento bambini e giovani e la necessità di salvaguardare e sviluppare le coltivazioni tradizionali Italiane, consentendo contemporaneamente il mantenimento e l’allargamento delle aree coltivate e, quindi, presidiate dall’uomo.” Nel pomeriggio si è poi tenuta la consueta tavola rotonda dove i vari coordinamenti regionali hanno esposto le proprie iniziative da portare avanti per l’anno 2012. La Calabria ha presentato due proposte di legge: la prima riguarda azioni per favorire l’utilizzo delle terre incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate. Tale intervento ha dichiarato Antonio Iaconetti “appare prioritario per diversi motivi; il primo la messa in sicurezza delle terre soggette a rischio idrogeologico, per lo sviluppo della produzione agricola e la creazione di nuovi posti di lavoro per consentire l’applicazione in tutte le Regioni della deroga prevista dal Dlgs. n.28/2011 dando priorità alle politiche agricole rispetto a quelle della produzioni energetiche. La seconda proposta di legge riguarda la modifica dell’articolo 47 della Costituzione, presentata dal Coordinatore Nazionale dei Giovani FareAmbiente Aurelio Longo. Trattasi dell’articolo in materia di accesso del risparmio popolare al riconoscimento dello strumento del microcredito come occasione per lo sviluppo di impresa sostenibile, responsabilità sociale riguardante una sempre maggiore attenzione alla salute individuale ed alla tutela ambientale. Fino ad oggi – ha dichiarato Aurelio Longo – La più importante fonte di finanziamento del microcredito è stata la provenienza istituzionale o bancaria, ma recenti studi hanno dimostrato che l’integrazione del mercato globale e la crescente consapevolezza delle ineguaglianze ed interdipendenze mondiali hanno aumentato in modo significativo il numero degli individui con preferenze sociali e disponibilità a pagare non soltanto per l’inclusione dei più poveri ha concluso Aurelio Longo – ma anche per finanziare progetti ritenuti importanti. quali la tutela ambientale.

mercoledì 23 novembre 2011

Spazzatura, ricchezza per le lobby massoniche, politiche e ‘ndranghetiste.




"Le recenti inchieste sulla depurazione, quelle relativa alla discarica di Alli e, da ultima, quella del presunto inquinamento del torrente Oliva, rappresentano il segnale che anche il Calabria finalmente qualcuno si è deciso a fare un po’ di pulizia, è il caso di dirlo, dei tanti abusi ambientali e delle violenze perpetrate a danno del nostro territorio consumate più o meno alla luce del sole, di fronte alla totale indifferenza delle istituzioni preposte al controllo.
Emerge purtroppo un quadro a tinte fosche che conferma come i rifiuti invece di una risorsa per la collettività, in Calabria, sono una risorse che arricchisce i soliti e consolidati comitati d’affari o,sarebbe meglio dire le lobby massoniche, politiche e ‘ndranghetiste.
L’auspicio è che dopo gli ultimi eventi si possa considerare superata la fase emergenziale che si trascinata negli anni con grave dispendio di risorse ma senza alcun risultato tangibile e senza che venissero adottati quegli interventi strutturali e risolutivi per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti".

Cosenza, 22.11.2011

giovedì 20 ottobre 2011

Navi veleni: Fare Ambiente, confermata gigantesca montatura

Navi veleni: Fare Ambiente, confermata gigantesca montatura

http://ansa.it/mare/notizie/rubriche/ambienteepesca/2011/10/20/visualizza_new.html_669774197.html

Iaconetti: anche Pignatone ne esclude presenza in coste calabria

20 ottobre, 12:26
ANSA) - CATANZARO, 20 OTT - "Dopo il procuratore Eugenio Facciolla, anche Giuseppe Pignatone ha sgombrato il campo da ogni equivoco, affermando che non vi sono navi dei veleni al largo delle coste calabresi, intervenendo a Crotone al convegno nel corso del quale la Commissione bicamerale di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, ha presentato il rapporto sulla Calabria". Lo afferma, in una nota, Antonio Iaconetti, coordinatore regionale di Fare Ambiente Calabria.
"In tempi non sospetti, quando la notizia rimbalzava sui network nazionali e da più parti si reclamavano ispezioni a tappeto dei fondali - sostiene Iaconetti - non abbiamo esitato nel definire l'intera vicenda una gigantesca montatura destinata, purtroppo, a danneggiare il già fragile tessuto economico delle aree costiere della nostra regione. Adesso che la questione è definitivamente chiusa, sarà bene concentrare energie e risorse sulle tante emergenze ambientali per le quali la gestione commissariale, nonostante i tanti fondi a disposizione, non ha saputo trovare le giuste soluzioni". (ANSA).

giovedì 29 settembre 2011

fare Ambiente con Scopelliti

ANSA *** Fare Ambiente - Movimento Ecologista Europeo, partecipera' alla grande manifestazione politica, indetta dal Governatore della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, e dal centrodestra calabrese per il primo ottobre prossimo a Cosenza.Lo ha dichiarato il Coordinatore Regionale del movimento ambientalista Antonio Iaconetti. Una mobilitazione - aggiunge Iaconetti - che testimonia il sostegno di Fare Ambiente alle buone azioni intraprese da poco piu' di un anno dal governo regionale.Nonostante le tante difficolta' dell'attuale congiuntura, Scopelliti e la sua squadra stanno incidendo in maniera palpabile anche sulle diverse problematiche di tipo ambientale che affliggono la Calabria e per le quali siamo certi che si proseguira' sul percorso intrapreso con un ancora maggiore e piu' costante impegno. Il coordinatore nazionale dei giovani di Fare Ambiente Aurelio Longo, conferma la presenza di tanti ragazzi alla manifestazione Auspichiamo - dice - che questo governo possa rilanciare finalmente il settore del turismo che rappresenta un asset strategico per la crescita, per l'occupazione dei giovani calabresi e per il miglioramento della qualita' della vita. Finalmente sono stati stanziati dei fondi per il potenziamento della depurazione, segnale che indica che il nostro mare va salvaguardato e tutelato per il bene pubblico e per lo sviluppo della Calabria che vanta innumerevoli siti sia costieri che di montagna che ci invidiano in tutto il mondo, ma che se non adeguatamente tutelati rischiano di perdere il loro valore e quindi la loro capacita' attrattiva.

FARE AMBIENTE ALLA MANIFESTAZIONE CON SCOPELLITI

ANSA*** Fare Ambiente - Movimento Ecologista Europeo, partecipera' alla grande manifestazione politica, indetta dal Governatore della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, e dal centrodestra calabrese per il primo ottobre prossimo a Cosenza.
Lo ha dichiarato il Coordinatore Regionale del movimento ambientalista Antonio Iaconetti. Una mobilitazione - aggiunge Iaconetti - che testimonia il sostegno di Fare Ambiente alle buone azioni intraprese da poco piu' di un anno dal governo regionale.
Nonostante le tante difficolta' dell'attuale congiuntura, Scopelliti e la sua squadra stanno incidendo in maniera palpabile anche sulle diverse problematiche di tipo ambientale che affliggono la Calabria e per le quali siamo certi che si proseguira' sul percorso intrapreso con un ancora maggiore e piu' costante impegno. Il coordinatore nazionale dei giovani di Fare Ambiente Aurelio Longo, conferma la presenza di tanti ragazzi alla manifestazione Auspichiamo - dice - che questo governo possa rilanciare finalmente il settore del turismo che rappresenta un asset strategico per la crescita, per l'occupazione dei giovani calabresi e per il miglioramento della qualita' della vita. Finalmente sono stati stanziati dei fondi per il potenziamento della depurazione, segnale che indica che il nostro mare va salvaguardato e tutelato per il bene pubblico e per lo sviluppo della Calabria che vanta innumerevoli siti sia costieri che di montagna che ci invidiano in tutto il mondo, ma che se non adeguatamente tutelati rischiano di perdere il loro valore e quindi la loro capacita' attrattiva.

mercoledì 28 settembre 2011

Fare ambiente manifesta con Scopelliti

ANSA *** Fare Ambiente - Movimento Ecologista Europeo, partecipera' alla grande manifestazione politica, indetta dal Governatore della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, e dal centrodestra calabrese per il primo ottobre prossimo a Cosenza.
Lo ha dichiarato il Coordinatore Regionale del movimento ambientalista Antonio Iaconetti. Una mobilitazione - aggiunge Iaconetti - che testimonia il sostegno di Fare Ambiente alle buone azioni intraprese da poco piu' di un anno dal governo regionale.
Nonostante le tante difficolta' dell'attuale congiuntura, Scopelliti e la sua squadra stanno incidendo in maniera palpabile anche sulle diverse problematiche di tipo ambientale che affliggono la Calabria e per le quali siamo certi che si proseguira' sul percorso intrapreso con un ancora maggiore e piu' costante impegno. Il coordinatore nazionale dei giovani di Fare Ambiente Aurelio Longo, conferma la presenza di tanti ragazzi alla manifestazione Auspichiamo - dice - che questo governo possa rilanciare finalmente il settore del turismo che rappresenta un asset strategico per la crescita, per l'occupazione dei giovani calabresi e per il miglioramento della qualita' della vita. Finalmente sono stati stanziati dei fondi per il potenziamento della depurazione, segnale che indica che il nostro mare va salvaguardato e tutelato per il bene pubblico e per lo sviluppo della Calabria che vanta innumerevoli siti sia costieri che di montagna che ci invidiano in tutto il mondo, ma che se non adeguatamente tutelati rischiano di perdere il loro valore e quindi la loro capacita' attrattiva.



martedì 30 agosto 2011

Calabria, l'ennesima emergenza rifiuti

In questi giorni non c'è quotidiano o emittente locale che non abbia uno o più articoli che parlano della difficile situazione dei rifiuti urbani in Calabria e principalmente la provincia di Cosenza. Non c'è territorio che sia esente dal fenomeno dalla Sibaritide all'alto tirreno dal basso jonio all'area urbana dal Pollino al basso tirreno lo spettacolo che si vede è sempre lo stesso cassonetti della raccolta stracolmi di rifiuti e maleodoranti.Un risultato sembra evidente anche in considerazione di tutta una serie di incontri tra sindaci per elaborare delle soluzioni: "in Calabria esiste una emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti".Qualcuno dirà, bella scoperta !!!La regione è da quasi 14 anni Commissariata per questo settore, il Commissariamento è stato decretato dall'allora Ministro Ronchi, primo Governo Prodi, praticamente il secolo scorso.Eppure, escluso qualche episodio legato alle difficoltà finanziarie delle Società Miste (Valle Crati Spa, Sibaritide Spa, Pollino Spa, Appennino Paolano Spa ) deputate alla raccolta dei rifiuti sembrava che Midia e popolazioni non si erano accorte di questo sistema praticamente al collasso.Il Commissariamento della Regione Calabria nel settore dei rifiuti aveva lo scopo di istaurare un corretto ciclo dei rifiuti programmare e costruire gli impianti necessari.Benissimo, dopo 14 anni e centinaia e centinaia di milioni di euro spesi, nulla di tutto ciò è stato realizzato.Prima, l'unica forma di smaltimento era la discarica (spesso illegale), mediamente una per comune, oggi quasi tutti i rifiuti vanno in 3 o 4 discariche autorizzate ma insufficienti a smaltire le circa 2.000 tonn. che si producono quotidianamente in Calabria.La prima considerazione che ci viene da fare è che in 14 anni il Commissariamento non solo non ha prodotto nulla, ma ha peggiorato la situazione.Doveva costruire impianti per la valorizzazione della raccolta differenziata che non sono stati costruiti e le poche realtà oggi esistenti sono tutte iniziative di privati ( che permettono una corretta gestione della poca raccolta differenziata attualmente prodotta.Doveva realizzare impianti per il compostaggio invece sono stati realizzati solo impianti per la stabilizzazione della frazione organica, questo significa che non producono compost ma una sostanza il cui acronimo FOS deve essere sempre smaltito in discarica.Doveva realizzare due impianti di valorizzazione e invece ne ha realizzato uno a Gioia Tauro con il risultato ( in questo aiutato dalla miopia di moltissimi sindaci e presidenti di provincia e popolazioni locali ) che l'intera Calabria del nord è priva di impiantistica.Ma non è corretto sostenere che il Commissariamento non è servito a niente.Anzi tutto ha fornito l'alibi a tutti i politici regionali e locali per crogiolarsi nel più irritante immobilismo nel settore dei rifiuti urbani.Inoltre, il Commissariamento ha avuto il merito di chiudere centinaia di discariche abusive che contribuivano in maniere prepotente all'inquinamento del territorio.Successivamente, il Commissariamento si è occupato di individuare di settimana in settimana le discariche dove smaltire i rifiuti prodotti sul territorio, inventando una nuova forma di sfruttamento del territorio promuovendo il turismo dei rifiuti.Da un pò di tempo si sente un ritornello "tra un pò diventeremo peggio della Campania"e così facendo si commettono due errori contemporaneamente.Primo, l'emergenza rifiuti non è di tutta la Campania ma solo di Napoli e Provincia.Secondo, noi stiamo già molto peggio, perchè noi Calabresi siamo appena 2 milioni distribuiti in 15.000 Kmq mentre i Napoletani sono di poco sopra i 3 milioni in appena 1100 Kmq ( la più alta densità abitativa d'Europa) con tutto quello che ne consegue .I nostri amministratori locali attuali e passati quando sono intervenuti si sono limitati a sottolineare che Il Commisariamento li esautorava da alcune responsabilità nel settore e rilanciavano a titolo puramente accademico di dotarsi di impianti per la termovalorizzazione: gassificatori, dissociatori molecolari, digestori anaerobici, nuove discariche e chi più ne a più ne metta, tanto sapevano già che si trattava di accademia fine a se stessa, tanto le popolazioni locali si sarebbero opposte alla costruzione e né possedevano le centinaia di milioni di euro necessari per costruirli. Anche se questo particolare li ingolosiva per l'opportunità di gestire questi appalti. Ma nessuno spiegava in tutta questa accademia che del famoso Termovalorizzatore di Acerra la prima pietra e stata posata nell'agosto del 2004, nè abbiamo traccia di quando ebbe inizio la progettazione, quindi non si capisce come questa possa essere la soluzione di chi ha il cassonetto stracolmo di rifiuti maleodoranti sotto la finestra.Allora che fare?Per capire la gravità dell'emergenza rifiuti in Calabri non bisogna confrontarsi con l'area del Napoletano ma con la regione Veneto.Sapete quanti sono i comuni che realizzano almeno il 50% di raccolta differenziata in Calabria e Veneto ?In Veneto praticamente tutti ( di cui alcuni anche oltre 80%) in Calabria solo 4 di cui tre in provincia di Cosenza: Saracena, San Basile, Vaccarizzo Albanese e uno in provincia di Catanzaro Sellia.Possibile che oltre i 4 virtuosi, nessuno dei sindaci calabrese a scommesso in maniera convinta sulla raccolta differenziata spinta con l'obbiettivo di dimezzare i rifiuti da mandare in discarica ?Perché, non ci vogliono dei super tecnici per capire che portando la raccolta differenziata ad almeno il 50% delle 2000 tonn. oggi smaltite in Calabria ne andrebbero in discarica meno di 1000 e sarebbero sufficienti anche le discariche del Commissario e il termovalorizzatore di Gioia Tauro.Tutto ciò si potrebbe realizzare anche in pochi mesi.Basterebbe avere la volontà di raggiungere l'obbiettivo.Finora la raccolta differenziata in Calabria ha significato riempire le città di cassonetti colorati e affidarsi alla stessa tecnica che in natura permette l'impollinazione dei fiori, fiori dai colori sgargianti per attirare api e farfalle, cassonetti dai colori vivaci per attirare i cittadini.Ma invertire questa tendenza si può, anzi si deve, basta investire in sostenibilità delle città e sensibilizzare i cittadini a una nuova cultura ovvero che i materiali non più utilizzabili o inservibili non sono rifiuti, ma materiali che possono essere recuperati e perciò vanno raccolti in maniera opportuna.L'unico difetto vero della raccolta differenziata spinta e che non sono necessari grossi investimenti, e quei pochi necessari solo in cultura.In una frase dovremo finalmente far prevalere l'ambientalismo del fare sull'ambientalismo dell'affare--

Calabria, l'ennesima emergenza rifiuti



In questi giorni non c'è quotidiano o emittente locale che non abbia uno o più articoli che parlano della difficile situazione dei rifiuti urbani in Calabria e principalmente la provincia di Cosenza. Non c'è territorio che sia esente dal fenomeno dalla Sibaritide all'alto tirreno dal basso jonio all'area urbana dal Pollino al basso tirreno lo spettacolo che si vede è sempre lo stesso cassonetti della raccolta stracolmi di rifiuti e maleodoranti.

Un risultato sembra evidente anche in considerazione di tutta una serie di incontri tra sindaci per elaborare delle soluzioni: "in Calabria esiste una emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti".

Qualcuno dirà, bella scoperta !!!
La regione è da quasi 14 anni Commissariata per questo settore, il Commissariamento è stato decretato dall'allora Ministro Ronchi, primo Governo Prodi, praticamente il secolo scorso.

Eppure, escluso qualche episodio legato alle difficoltà finanziarie delle Società Miste (Valle Crati Spa, Sibaritide Spa, Pollino Spa, Appennino Paolano Spa ) deputate alla raccolta dei rifiuti sembrava che Midia e popolazioni non si erano accorte di questo sistema praticamente al collasso.

Il Commissariamento della Regione Calabria nel settore dei rifiuti aveva lo scopo di istaurare un corretto ciclo dei rifiuti programmare e costruire gli impianti necessari.

Benissimo, dopo 14 anni e centinaia e centinaia di milioni di euro spesi, nulla di tutto ciò è stato realizzato.

Prima, l'unica forma di smaltimento era la discarica (spesso illegale), mediamente una per comune, oggi quasi tutti i rifiuti vanno in 3 o 4 discariche autorizzate ma insufficienti a smaltire le circa 2.000 tonn. che si producono quotidianamente in Calabria.

La prima considerazione che ci viene da fare è che in 14 anni il Commissariamento non solo non ha prodotto nulla, ma ha peggiorato la situazione.

Doveva costruire impianti per la valorizzazione della raccolta differenziata che non sono stati costruiti e le poche realtà oggi esistenti sono tutte iniziative di privati ( che permettono una corretta gestione della poca raccolta differenziata attualmente prodotta.

Doveva realizzare impianti per il compostaggio invece sono stati realizzati solo impianti per la stabilizzazione della frazione organica, questo significa che non producono compost ma una sostanza il cui acronimo FOS deve essere sempre smaltito in discarica.

Doveva realizzare due impianti di valorizzazione e invece ne ha realizzato uno a Gioia Tauro con il risultato ( in questo aiutato dalla miopia di moltissimi sindaci e presidenti di provincia e popolazioni locali ) che l'intera Calabria del nord è priva di impiantistica.

Ma non è corretto sostenere che il Commissariamento non è servito a niente.

Anzi tutto ha fornito l'alibi a tutti i politici regionali e locali per crogiolarsi nel più irritante immobilismo nel settore dei rifiuti urbani.

Inoltre, il Commissariamento ha avuto il merito di chiudere centinaia di discariche abusive che contribuivano in maniere prepotente all'inquinamento del territorio.

Successivamente, il Commissariamento si è occupato di individuare di settimana in settimana le discariche dove smaltire i rifiuti prodotti sul territorio, inventando una nuova forma di sfruttamento del territorio promuovendo il turismo dei rifiuti.

Da un pò di tempo si sente un ritornello "tra un pò diventeremo peggio della Campania"e così facendo si commettono due errori contemporaneamente.
Primo, l'emergenza rifiuti non è di tutta la Campania ma solo di Napoli e Provincia.
Secondo, noi stiamo già molto peggio, perchè noi Calabresi siamo appena 2 milioni distribuiti in 15.000 Kmq mentre i Napoletani sono di poco sopra i 3 milioni in appena 1100 Kmq ( la più alta densità abitativa d'Europa) con tutto quello che ne consegue .

I nostri amministratori locali attuali e passati quando sono intervenuti si sono limitati a sottolineare che Il Commisariamento li esautorava da alcune responsabilità nel settore e rilanciavano a titolo puramente accademico di dotarsi di impianti per la termovalorizzazione: gassificatori, dissociatori molecolari, digestori anaerobici, nuove discariche e chi più ne a più ne metta, tanto sapevano già che si trattava di accademia fine a se stessa, tanto le popolazioni locali si sarebbero opposte alla costruzione e né possedevano le centinaia di milioni di euro necessari per costruirli. Anche se questo particolare li ingolosiva per l'opportunità di gestire questi appalti. Ma nessuno spiegava in tutta questa accademia che del famoso Termovalorizzatore di Acerra la prima pietra e stata posata nell'agosto del 2004, nè abbiamo traccia di quando ebbe inizio la progettazione, quindi non si capisce come questa possa essere la soluzione di chi ha il cassonetto stracolmo di rifiuti maleodoranti sotto la finestra.

Allora che fare?

Per capire la gravità dell'emergenza rifiuti in Calabri non bisogna confrontarsi con l'area del Napoletano ma con la regione Veneto.

Sapete quanti sono i comuni che realizzano almeno il 50% di raccolta differenziata in Calabria e Veneto ?
In Veneto praticamente tutti ( di cui alcuni anche oltre 80%) in Calabria solo 4 di cui tre in provincia di Cosenza: Saracena, San Basile, Vaccarizzo Albanese e uno in provincia di Catanzaro Sellia.
Possibile che oltre i 4 virtuosi, nessuno dei sindaci calabrese a scommesso in maniera convinta sulla raccolta differenziata spinta con l'obbiettivo di dimezzare i rifiuti da mandare in discarica ?
Perché, non ci vogliono dei super tecnici per capire che portando la raccolta differenziata ad almeno il 50% delle 2000 tonn. oggi smaltite in Calabria ne andrebbero in discarica meno di 1000 e sarebbero sufficienti anche le discariche del Commissario e il termovalorizzatore di Gioia Tauro.

Tutto ciò si potrebbe realizzare anche in pochi mesi.
Basterebbe avere la volontà di raggiungere l'obbiettivo.
Finora la raccolta differenziata in Calabria ha significato riempire le città di cassonetti colorati e affidarsi alla stessa tecnica che in natura permette l'impollinazione dei fiori, fiori dai colori sgargianti per attirare api e farfalle, cassonetti dai colori vivaci per attirare i cittadini.
Ma invertire questa tendenza si può, anzi si deve, basta investire in sostenibilità delle città e sensibilizzare i cittadini a una nuova cultura ovvero che i materiali non più utilizzabili o inservibili non sono rifiuti, ma materiali che possono essere recuperati e perciò vanno raccolti in maniera opportuna.

L'unico difetto vero della raccolta differenziata spinta e che non sono necessari grossi investimenti, e quei pochi necessari solo in cultura.

In una frase dovremo finalmente far prevalere l'ambientalismo del fare sull'ambientalismo dell'affare







lunedì 1 agosto 2011

I “ragazzini di Fukushima” di Orazio Mainieri

Sono arrivati in Italia 35 ragazzini provenienti da alcune zone colpite dalle emissioni radioattive della centrale giapponese di Fukushima 1. Hanno tra i 5 e i 12 anni, sono appellati come “ragazzi di Fukushima” anche se formalmente non vivono in zone considerate a rischio. I bimbi provengono non solo dalla prefettura di Fukushima, ma anche da quelle vicine. Perciò è inappropriato definirli di Fukushima. Infatti essendo stata creata una zona di esclusione di 20 km in pratica a Fukushima e dintorni non vive nessun bambino, nessun uomo e nessuna donna. Ad organizzare il soggiorno in Italia(il progetto si chiama Kibou Japan)sono state tre associazioni da anni attive nell’aiuto ai ragazzi colpiti dal catastrofico incidente di Chernobil: «Puer», «Aiutiamoli a vivere» e il «Gruppo di accoglienza bambini bielorussi». Loro hanno fornito i riferimenti delle famiglie e delle case vacanza disponibili ad accogliere i bambini. In Giappone una Ong chiamata «Kakehashi» ha selezionato le domande e raccolto il grosso dei fondi necessari per l’operazione, cui le famiglie dei ragazzi hanno contribuito anche di tasca loro. Va detto che l’Alitalia per ogni bimbo ha fatto pagare la bellezza di 1.100 euro. Vacanze di lusso? Grazie al lavoro di alcune associazioni da tempo impegnate in questo tipo di progetti, questi ragazzi saranno ospitati per 40 giorni in Italia, accolti in famiglia. In Giappone hanno tutti una famiglia normalissima, e ai primi di settembre dovranno essere in patria, per il loro primo giorno di scuola. Questi ragazzi vivono in zone dove i livelli di radiazione non sono un problema per viverci a causa di bassissime dosi annuali altrimenti non ci tornerebbero. Adesso sono stati traslocati in Italia sulla scia seguita dai “ragazzi di Chernobyl”. La verità è che non esistono i “ragazzi di Fukushima” come non esistono i “ragazzi di Chernobyl” adesso. La differenza sta nel fatto che a Chernobyl ci fu una generazione di bambini che non fu protetta nell’incidente del 1986. Il motivo per cui si è registrato un aumento dell'incidenza del cancro alla tiroide fra la popolazione che al momento del disastro aveva fra zero e 18 anni è presto detto: "Negligenza”. Tutti sapevano che la tiroide è un organo bersaglio per lo Iodio, che lo usa per regolare molte funzioni del corpo umano. Ma l'isotopo Iodio131 è radioattivo, e quindi si doveva impedirne l'ingestione ai bambini, che a Chernobyl è avvenuta attraverso il latte. Tutti lo sapevano, ma nella catastrofe organizzativa del dopo disastro nessun responsabile Sovietico si è preoccupato non solo di dire che il disastro era successo (la popolazione lo ha saputo dopo quasi 48 ore), ma neanche di dire di non consumare latte. E non sono state distribuite neanche le pasticche di ioduro di potassio. Quando il 5 maggio 1986 queste pasticche sono state offerte dagli Stati Uniti sono state rifiutate dal regime comunista Sovietico, per un evidente ridicolo "orgoglio da superpotenza".  Lo Iodio131 ha una emivita radioattiva di soli 8 giorni, e quindi diventa innocuo nel giro di poche settimane. Somministrando fin dal primo momento Iodio stabile attraverso le pasticche di ioduro di potassio la tiroide si satura di Iodio stabile e non può più assorbire Iodio radioattivo. Così è successo che mentre gli adulti hanno assorbito nella tiroide dosi di Iodio131 trascurabili (0,07 Gy), ad alcuni bambini è toccato fino a 2 Gy. Questo è successo a Chernobyl ed ai bambini presenti in quel momento e che adesso hanno da 26 a oltre 40 anni. Poi ci fu la zona di esclusione di 30 km che portò la gente lontano per cui i bambini nati dopo non ebbero conseguenze sanitarie come dimostrato nelle indagini epidemiologiche analizzate nei Chernobyl forum degli anni 2003, 2004 e 2005 ai quali hanno partecipato, oltre all'IAEA, altre organizzazioni dell'ONU come l’ OMS, la Banca Mondiale e le autorità della Russia, della Bielorussia e dell'Ucraina. Non furono trovati aumenti, rispetto alla media, di tumori solidi, di leucemie o effetti genetici. Nulla. Nella stessa Ucraina, dopo alcune rettifiche e correzioni progettuali gli altri tre reattori di Chernobyl,, ad acqua-grafite RBMK(erano quattro), hanno ripreso a funzionare alla massima potenza, senza fare più esperimenti, ovviamente. L’ultimo reattore di quel sito è stato fermato nel 2000. L’impatto psicologico dell’incidente di Chernobyl è stato notevole, elevato anche il danno economico, ma le vittime accertate dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) furono 65.
Tornando al discorso sui ragazzini e ragazzine che venivano(e vengono?) a farsi le vacanze in Italia dalla Bielorussia o Ucraina negli ultimi 15 anni portati dalle Organizzazioni sopra citate occorre precisare che non avevano più nulla a che vedere con Chernobyl (visto che abitavano lontano dalla centrale incidentata) ed erano per lo più provenienti da brefotrofi o da famiglie disagiate che si sono avute dopo la caduta del comunismo sovietico. Questo dall’Est. Per il Giappone il discorso è diverso perché l’incidente si è sviluppato lentamente; la gente è stata spostata immediatamente creando subito una zona di esclusione di 20 km e un’attenzione da 20 a 30 km. L’incidente nucleare, creato dal maremoto con onde di 14 metri dopo un terrificante terremoto 9.0 Richter , ha riguardato, tre reattori e a tutt’oggi non c’è una sola vittima accertata. La popolazione non ha subito alcunché perché è stata spostata, per cui la scelta di portare 35 ragazzini dal ricco Giappone(seconda potenza economica per PIL pro-capite) ha l’aria di essere una operazione mediatica perché i bambini stanno bene e continueranno tranquillamente la loro vita nelle zone da cui sono stati prelevati. Infatti a settembre vi ritorneranno. Perciò è lodevole far fare le vacanze ai poveri ragazzini dell’Est Europa, di meno far fare le vacanze ai ragazzini dello straricco Giappone solo per fini meramente propagandistici. Se proprio si voleva fare del bene sarebbe stato più giusto far venire in Italia 35 ragazzini dalla Somalia vista la tremenda carestia che sta attraversando quel Paese. Certo l’impatto con i media sarebbe stato blando ma certamente l’operazione si sarebbe dimostrata più meritoria e significativa e, soprattutto, più seria.

* Responsabile Settore Energia Fare Ambiente

sabato 2 luglio 2011

Rifiuti, Calabria situazione a rischio

«La Calabria rischia seriamente di dover fare i conti nei prossimi mesi con una emergenza rifiuti del tutto simile per circostanze e gravità a quella che sta da tempo interessando Napoli e la Campania».
Lo afferma Antonio Iaconetti, coordinatore regionale del Movimento Ecologista Europeo Fare Ambiente.
«Non mancano preoccupanti analogie; anche nella nostra regione il commissariamento che si trascina da oltre un decennio e che ha comportato lo spreco di ingenti risorse finanziarie, non ha apportato alcun beneficio nell’ambito dei processi di trattamento dei rifiuti, né sono stati realizzati quegli impianti per lo smaltimento di cui invece la Calabria avrebbe assoluto bisogno.
Come in Campania – aggiunge Iaconetti – esiste il rischio concreto di infiltrazioni della criminalità organizzata e manca quasi completamente una corretta educazione alla raccolta differenziata, decisiva per avviare quei circuiti virtuosi di riciclaggio che alleggeriscono il sistema delle discariche, riducono l’inquinamento e consentono anche di realizzare un importante risparmio di natura economica, come sperimentato in quei territori in cui i rifiuti vengono trasformati in una risorsa ed in una opportunità occupazionale.
Ritengo che la politica e le istituzioni debbano intervenire ad ogni livello con coraggio, rapidità e determinazione, magari anche assumendo decisioni impopolari, per evitare che la precaria situazione relativa alla raccolta ed allo smaltimento della spazzatura in Calabria degeneri come già accaduto in Campania».

Rifiuti, Calabria situazione a rischio

«La Calabria rischia seriamente di dover fare i conti nei prossimi mesi con una emergenza rifiuti del tutto simile per circostanze e gravità a quella che sta da tempo interessando Napoli e la Campania».
Lo afferma Antonio Iaconetti, coordinatore regionale del Movimento Ecologista Europeo Fare Ambiente.
«Non mancano preoccupanti analogie; anche nella nostra regione il commissariamento che si trascina da oltre un decennio e che ha comportato lo spreco di ingenti risorse finanziarie, non ha apportato alcun beneficio nell’ambito dei processi di trattamento dei rifiuti, né sono stati realizzati quegli impianti per lo smaltimento di cui invece la Calabria avrebbe assoluto bisogno.
Come in Campania – aggiunge Iaconetti – esiste il rischio concreto di infiltrazioni della criminalità organizzata e manca quasi completamente una corretta educazione alla raccolta differenziata, decisiva per avviare quei circuiti virtuosi di riciclaggio che alleggeriscono il sistema delle discariche, riducono l’inquinamento e consentono anche di realizzare un importante risparmio di natura economica, come sperimentato in quei territori in cui i rifiuti vengono trasformati in una risorsa ed in una opportunità occupazionale.
Ritengo che la politica e le istituzioni debbano intervenire ad ogni livello con coraggio, rapidità e determinazione, magari anche assumendo decisioni impopolari, per evitare che la precaria situazione relativa alla raccolta ed allo smaltimento della spazzatura in Calabria degeneri come già accaduto in Campania».

sabato 28 maggio 2011

BALLOTTAGGI: APPELLI PER VOTO DOMENICA E LUNEDI' CROTONE




(ANSA) - CROTONE, 26 MAG - Il movimento Fare Ambiente sara' rappresentato nel consiglio comunale di Crotone dalla giovane Consuelo Torromino, iscritta del Movimento Ecologista ed eletta nella lista Crotone al Centro. Con l'affermazione al ballottaggio di Dorina Bianchi, un secondo esponente di Fare Ambiente, Francesco Laudari, candidato con il Pdl, fara' il proprio ingresso nell'assise comunale.E' quanto si legge in una nota di Antonio Iaconetti, coordinatore regionale di Fare ambiente Calabria. Pieno sostegno inoltre per il ballottaggio di domenica e lunedi' alla senatrice Dorina Bianchi arriva dall'intero gruppo del comitato provinciale Fare Ambiente, composto da Cataldo Maltese, Maria Francesca Salvati, Santo Carluccio, Antonio Garruba ed Edda Vaccaro.

BALLOTTAGGI: APPELLI PER VOTO DOMENICA E LUNEDI' CROTONE

BALLOTTAGGI: APPELLI PER VOTO DOMENICA E LUNEDI'

CROTONE

(ANSA) - CROTONE, 26 MAG - Il movimento Fare Ambiente sara' rappresentato nel consiglio comunale di Crotone dalla giovane Consuelo Torromino, iscritta del Movimento Ecologista ed eletta nella lista Crotone al Centro. Con l'affermazione al ballottaggio di Dorina Bianchi, un secondo esponente di Fare Ambiente, Francesco Laudari, candidato con il Pdl, fara' il proprio ingresso nell'assise comunale.E' quanto si legge in una nota di Antonio Iaconetti, coordinatore regionale di Fare ambiente Calabria. Pieno sostegno inoltre per il ballottaggio di domenica e lunedi' alla senatrice Dorina Bianchi arriva dall'intero gruppo del comitato provinciale Fare Ambiente, composto da Cataldo Maltese, Maria Francesca Salvati, Santo Carluccio, Antonio Garruba ed Edda Vaccaro.



venerdì 20 maggio 2011

Elezioni amministrative

«Abbiamo partecipato alle elezioni amministrative con nostri candidati nei maggiori comuni della regione, riscuotendo l’apprezzamento dei cittadini che ci hanno premiato con il loro voto.
Questo risultato ci conforta nella nostra scelta di sostenere i candidati a sindaco espressi dal centrodestra, di cui abbiamo condiviso il programma nel solco della stagione di buon governo inaugurata dal presidente Scopelliti alla guida della Regione».
Lo afferma Antonio Iaconetti, coordinatore di Fare Ambiente Calabria.
«Il consenso riscosso dai nostri candidati conferma la bontà della linea politica adottata da Fare Ambiente che si propone come un Movimento Ecologista moderno ed alternativo che respinge le politiche stantie ed ostruzionistiche, per promuovere l’ambientalismo dei fatti e non dei proclami.
Siamo convinti che la classe dirigente regionale e locale non resterà insensibile di fronte alle nostre istanze. Al contrario, auspichiamo un pieno coinvolgimento all’interno delle istituzioni».

19 maggio 2011