mercoledì 5 settembre 2012

DURANTE IL QUESTION TIME 

Ambiente, il ministro Clini ridimensiona gli esiti di Goletta Verde

Catanzaro. "Il Ministro Clini rende giustizia al nostro mare e ridimensiona fortemente le velleità scientifiche di Goletta Verde". E’ quanto afferma il coordinatore regionale di Fare Ambiente della Calabria, Antonio Iaconetti.
"Il Ministro, intervenendo alla Camera dei Deputati, durante il Question time - aggiunge - ha chiaramente affermato che le procedure di monitoraggio esercitate da Goletta Verde sullo stato di inquinamento del mare sono avvenute ‘sulla base di procedure e di standard che non sono quelli stabiliti dalla legge e dunque non possono essere assunti come dati di riferimento per la valutazione dello stato del mare’.
Le parole del Ministro ci confortano e rendono giustizia al nostro mare e a quanti, sin da subito, hanno contestato, anche aspramente i metodi e la pretesa validità scientificità dei prelievi effettuati da Goletta Verde. E’ innegabile che sul alcuni siti ben individuati delle nostre coste ci sono punti critici, dovuti al malfunzionamento di alcuni depuratori costieri e di scarichi abusivi che sversano direttamente nei corsi d’acqua, così come evidenziato, da ultimo, dalle indagini della Procura di Paola.
Ma da qui a bollare il mare della nostra Calabria come il più inquinato d’ Italia sembra un po’ eccessivo". "Abbiamo davanti - prosegue Iaconetti - un periodo abbastanza lungo per intervenire sulla depurazione calabrese iniziando sin da subito a chiedere conto ai Sindaci di come siano stati spesi i soldi assegnati dalla regione proprio per il miglioramento del funzionamento dei depuratori e, la dove questi non siano stati impiegati, chiediamo che il Presidente Scopelliti a mente del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Codice sull’Ambiente) adotti, senza ulteriore ritardo, la procedura di intervento sostitutivo dei poteri, al fine di scongiurare problemi ambientali". (Fonte Ansa)
Mercoledì 05 settembre 2012
Ore 21:11

Clini rende giustizia al mare di Calabria


Il Ministro Clini rende giustizia al nostro mare e ridimensiona fortemente le velleità scientifiche di Goletta Verde, è quanto afferma Antonio Iaconetti, coordinatore regionale di Fare Ambiente-.

Il Ministro, intervenendo alla Camera dei Deputati, durante il Question time ha chiaramente affermato che le procedure di monitoraggio esercitate  da Goletta Verde sullo stato di inquinamento del mare sono avvenute   “sulla base di procedure e di standard che non sono quelli stabiliti dalla legge e dunque non possono essere assunti come dati di riferimento per la valutazione dello stato del mare”.

Le parole del Ministro ci confortano e rendono giustizia al nostro mare e a quanti,  sin da subito, hanno contestato, anche aspramente i metodi e la pretesa validità   scientificità dei prelievi effettuati da Goletta Verde.

E’ innegabile, prosegue Iaconetti, che sul alcuni siti ben individuati delle nostre coste ci sono punti critici, dovuti al malfunzionamento di alcuni depuratori costieri e di scarichi abusivi che sversano direttamente nei corsi d’acqua, così come evidenziato, da ultimo, dalle indagini della Procura di Paola.

Ma da qui a bollare il mare della nostra Calabria come il più inquinato d’ Italia sembra un po’ eccessivo.

Abbiamo davanti un periodo abbastanza lungo,  dice Iaconetti,  per intervenire sulla  depurazione calabrese iniziando sin da subito a chiedere conto ai Sindaci di come siano stati spesi i soldi assegnati dalla regione proprio per il miglioramento del funzionamento dei depuratori e, la dove questi non siano stati impiegati, chiediamo che il Presidente Scopelliti a mente del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Codice sull’Ambiente) adotti, senza ulteriore ritardo,  la procedura di intervento sostitutivo dei poteri, al fine di scongiurare problemi ambientali.

Cosenza, 05.09.2012

 


  

sabato 18 agosto 2012

Calabria unita dall' Ambiente ?

Devo purtroppo registrare, afferma Antonio Iaconetti coordinatore regionale di Fare Ambiente, la totale assenza sulla maggiorparte dei mezzi di informazione   di qualsiasi accenno alle confutazioni, anche istituzionali dei dati oltremodo allarmistici sbandierati da Goletta Verde, che  hanno solo prodotto un danno incalcolabile all'immagine di una Calabria che dopo anni vedeva invertito il trend negativo delle presenze turistiche sul proprio territorio.  Apprezzo molto, continua Iaconetti, anche se di poco successiva alla nostra,  la forte presa di posizione del Direttore Sansonetti, che di certo non può essere considerato vicino all'attuale Giunta Regionale, ma a lui il merito di aver definito quei dati faziosi e dannosi sino a suggerire la promozione di una class action . Lo stesso giudizio non può essere espresso per quei politici che pur di portare un attacco all'avversario politico hanno fatto da sponda alle esagerazionidi Goletta Verde, contribuendo a screditare la Calabria oltre ad aver eluso il mandato elettorale e la fiducia  accordata dagli elettori calabresi.

Ora, continua Iaconetti, passato il tempo dell'indignazione bisogna passare ad azioni concrete  riunendo ad un unico tavolo gli operatori economici e produttivi della nostra regione, le associazioni e la politica ad ogni livello e senza distinzione di appartenenza, affinché dal più piccolo dei comuni sino a chi, grazie ai voti dei Calabresi, ricopre alti e prestigiosi incarichi da Reggio a Roma e sino a Strasburgo affinchè ognuno si faccia ambasciatore di una Calabria sana e laboriosa che purtroppo viene spesso emarginata dai grandi circuiti economici.
Da questa vicenda tutti dobbiamo trarne una lezione ed oggi più che mai, credo sia giunta l'ora che i Calabresi nel mondo facciano sentire la forza ed il prestigio della loro voce per riportare la Calabria al ruolo che gli spetta.
A tal fine, conclude Iaconetti, Fare Ambiente sarà in prima linea per promuovere e contribuire fattivamente al dibattito politico - istituzionale.


Inviato da iPad 

giovedì 16 agosto 2012

Cui prodest una Calabria maglia nera d' Europa ?

I dati forniti da Goletta Verde, dichiara Iaconetti coordinatore regionale di Fare Ambiente, complice la stampa, hanno creato un danno enorme, non ancora apprezzabile,  all' immagine ed all'economia della Calabria. Gli elementi sui quali si fondano le allarmanti ed infondate dichiarazioni della stampa si basano su dati che, per stessa ammissione dei responsabili di Legambiente, non hanno nulla di scientifico ed anzi, Mariacaterina Gattuso, segretaria regionale dell'associazione afferma che " legambiente non dice che il mare nostrum è inquinato, anche perchè dai dati a disposizione non si potrebbe affermarlo con certezza matematica" e continua ancora dicendo che " in alcuni punti, appunto vicino alle foci dei torrenti, si trovano situazioni di inquinamento ambientale". Quindi, afferma Iaconetti, di che cosa stiamo parlando ? E' perchè creare inutili quanto dannosi allarmismi su dati che poco hanno di scientifico e che sostanzialmente erano già emerse dai rilievi dell' Arpacal effettuati nello scorso giugno che più correttamente aveva dichiarato  che il 95% delle coste calabresi ha una qualità di balneazione eccellente. Indi solo il 5% presenta problemi di balneazione. Guarda caso proprio nelle aree vicino alle foci dei fiumi. Ma questo avveniva nel mese di giugno ovvero, continua Iaconetti, prima che venissero pubblicati i dati sulla presenza turistica in Calabria che quest' anno ha registrato un picco da record e senza che nessuno gridasse allo scandalo ! ,!! Questo gioco al massacro non crea certo il presupposto per una corretta informazione ma sopratutto, si danneggia una terra che, nonostante gli sforzi, si trova, per un motivo o per l'altro, a vanificare quanto di buono si riesce a fare. Fareambiente, conclude Iaconetti, non si unisce  al coro del tanto male tanto peggio ne ai proclami allarmistici, ma si batterà per portare il dibattito dell'ambiente e della sua tutela nella sua corretta dimensione.

mercoledì 15 agosto 2012

Le farsità di Goletta Verde sul mare calabrese


Dalle analisi delle acque del nostro mare effettuate da Goletta Verde di Legambiente, si apprende che ci sono ben 19 punti critici dove l' acqua risulta inquinata. 
I prelievi sono stati effettuati alle foci dei fiumi e dei canali, punti certamente critici a prescindere. Ma da qui a dire che  il tutto il mare calabrese è  inquinato, bhè ce ne corre. 
Anche perché, dai vari rapporti, quasi giornalieri che si leggono sulla stampa, e dai divieti apposti dalle autorità locali, su ben 750 chilometri di costa, sono veramente ben poche le zone realmente non balneabili.
Certo, dichiara Iaconetti, é cosa risaputa che la Calabria ha delle carenze antiche e alla quale bisogna presto porre rimedio, innanzitutto ridisegnando la mappa della depurazione calabrese in modo da renderla efficiente e dimensionata alle nuove esigenze.
Ma solo questo non basta, continua Iaconetti, se a ciò non si unisce una maggiore efficacia nei controlli e nella responsabilizzazione di quei soggetti, sia pubblici che privati, che quelle regole devono rispettare, così come tra l'altro rilevata alcuni giorni  fà, dalla  Corte di giustizia  europea.
Certo, i dati di Goletta Verde, uniti al dato ben augurante di un aumento della presenza di turisti in Calabria, devono indurci a migliorare tutto il comparto turistico al fine di offrire servizi efficienti e garantire, dal mare alla montagna, un ambiente più sano.

Le falsità di Goletta verde sul mare calabrese

Dalle analisi delle acque del nostro mare effettuate da Goletta Verde di Legambiente, si apprende che ci sono ben 19 punti critici dove l' acqua risulta inquinata. 
I prelievi sono stati effettuati alle foci dei fiumi e dei canali, punti certamente critici a prescindere. Ma da qui a dire che  il tutto il mare calabrese è  inquinato, bhè ce ne corre. 
Anche perché, dai vari rapporti, quasi giornalieri che si leggono sulla stampa, e dai divieti apposti dalle autorità locali, su ben 350 chilometri di costa, sono veramente ben poche le zone realmente non balneabili.
Certo, dichiara Iaconetti, é cosa risaputa che la Calabria ha delle carenze antiche e alla quale bisogna presto porre rimedio, innanzitutto ridisegnando la mappa della depurazione calabrese in modo da renderla efficiente e dimensionata alle nuove esigenze.
Ma solo questo non basta, continua Iaconetti, se a ciò non si unisce una maggiore efficacia nei controlli e nella responsabilizzazione di quei soggetti, sia pubblici che privati, che quelle regole devono rispettare, così come tra l'altro rilevata alcuni giorni  fà, dalla  Corte di giustizia  europea.
Certo, i dati di Goletta Verde, uniti al dato ben augurante di un aumento della presenza di turisti in Calabria, devono indurci a migliorare tutto il comparto turistico al fine di offrire servizi efficienti e garantire, dal mare alla montagna, un ambiente più sano.

giovedì 12 luglio 2012

BackSei qui: Home Amantea Amantea News Giustizia Chiuso il processo sui photored di Amantea: tre condanne ed una assoluzione

Chiuso il processo sui photored di Amantea: tre condanne ed una assoluzione

Nel procedimento dei photored a seguito della indagini della Guardia di Finanza di Amantea erano alla fine rimasti coinvolti Angeli Antonio, Bazzarelli Giacomo, Scarcella Roberto ed Ursoleo Cosima.
Gli imputati erano assistiti il Bazzarelli Giacomo dall’avvocato Antonio Iaconetti del Foro di Cosenza, mentre gli altri tre dall’avvocatessa Conte Francesca del Foro di Lecce.
Le imputazioni erano per tutti il reato previsto e punito dagli art 81 cpv, 110,353 e 354 del codice penale, per Scarcella ed Ursolea il reato di cui al 110 e 640 del CP, solo per Scarcella il reato di cui al 356 del CP, per Angeli e Scarcella il reato di cui al 110 e 633 in relazione al 639 bis del CP, solo per Angeli del 326 del CP, distinta<
Ora il Gip/Gup dr Carmine De Rose ha mandato tutti assolti dal reato di cui agli art 81 cpv, 110,353 e 354 del codice penale perché il fatto non sussiste e tanto grazie alle indagini difensive condotte dall’avvocato Iaconetti.
Esce fuori assolto pertanto il Vigile Giacomo Bazzarelli difeso dall’avvocato Antonio Iaconetti che ha espresso la sua soddisfazione per il proprio assistito.
Condanne invece per :
-Ursoleo Cosima che è stata ritenuta responsabile dei reati di cui al capo B); due mesi e 20 giorni ed euro 6.667,00, oltre al pagamento delle spese processuali. Lo Scarcella in qualità di LR della Italtraff alla stipula del contratto la intenzione di cedere in subappalto alla Signal Point della quale era LR la Ursoleo diversi servizi così evitando che fosse soggetta ai controlli di legge.
-Scarcella Roberto che è stato ritenuto responsabile dei reati di cui ai capi B, C e D) 6 mesi di reclusione e 400 euro di multa oltre il pagamento delle spese processuali; lo Scarcella dichiarava ( capo C) che i photored installati in Amantea rispettavano i criteri stabiliti dal decreto 1130 del 18.3.04; Ed inoltre ( Capo D) installava il semaforo di Acquicella senza avere chiesto ed ottenuto la prescritta autorizzazione da parte dell’autorità amministrativa competente;
-Angeli Antonio che è stato ritenuto responsabile dei reati di cui ai capi D ed Angeli è stato ritenuto responsabile della installazione del semaforo di Acquicella e di avere diffuso alla Italtraff srl ed alla Signal Point informazioni riservate connesse ad autovetture sanzionate,anche con targhe di copertura, ed a disposizione di Forze di Polizia.
Giunge così a conclusione una vicenda che aveva avuto riflessi importanti nella nostra cittadina e che continua anche oggi a dividere la società amanteana divisa tra favorevoli e contrari alla installazione dei photored.
Si conclude la vicenda penale salvo ricorsi delle parti in causa, ma potrebbero aprirsi spazi di valutazione civile della vicenda in specie per la constatazione ed il giudizio penale connessi al capo C ed ancora più al capo D).

mercoledì 23 maggio 2012

Reggio: bronzi alla Royal Academy di Londra? Iaconetti (Fare Ambiente) dice ''Si''

«La richiesta della Royal Academy of Arts, avanzata con una lettera ufficiale indirizzata alla soprintendenza archeologica calabrese per portare a Londra uno dei bronzi deve essere accolta favorevolmente.
Siamo convinti che l' arte sia un patrimonio che l'umanità deve apprezzare e di cui deve usufruire liberamente, per questo si deve dare a tutti la possibilità di ammirare il fascino dei nostri bronzi che rappresentano i nostri miglior sponsor della nostra terra.
Di non secondaria importanza l'aspetto economico atteso l'esiguità degli incassi registrati dei nostri musei, appena 35.000,00 euro, una vera miseria.
I musei, siamo convinti, si devono gestire managerialmente cosí come già da tempo fanno i maggiori musei del mondo ed i nostri, per le opere custodite non sono secondi a nessuno.
L' arte diventi il traino del turismo e della riscoperta delle nostre bellezze artistiche e naturali»  

Iaconetti: Fare Ambiente parte civile per le "acque spoche" di Vibo e Catanzaro

Iaconetti: Fare Ambiente parte civile per le "acque spoche" di Vibo e Catanzaro
L' inchiesta c.d. " acqua sporca" condotta dalla procura Vibonese ha portato alla luce una serie di omissioni e superficialità inaudite. Lo dichiara l'Avv.
Antonio Iaconetti, coordinatore regionale di Fare Ambiente. É di una gravitá assoluta apprendere che coloro i quali devono garantire la nostra salute certificando la potabilità dell'acqua abbiano per negligenza e superficialità permesso che nelle case dei cittadini di ben due province, Catanzaro e Vibo Valentia, venisse erogata acqua putrida con grave danno alla salute.
La Sorical, che in questi ultimi tempi ha minacciato di interrompere l'erogazione dell' acqua ai Comuni morosi dovrebbe preoccuparsi non di fare cassa per mantenere i privilegi di ex politici trombati, bensì garantire e tutelate, assieme alle ASL e all' Arpacal, la salute dei cittadini che l'acqua sono costretti a pagarla cara , ma almeno che sia potabile. Continua Iaconetti invitando la magistratura ad andare avanti e di fare chiarezza finalmente su come viene gestita l'intera filiera dell'acqua e assicurare tutti i responsabili alla giustizia.
Fare Ambiente, preannuncia, che anche in questo caso si costituirà parte civile nell'instaurando procedimento penale, con la finalità di tutelare e dare voce a tutti quei cittadini che non hanno la possibilitá di far valere i propri diritti e proprio per questo, prosegue Iaconetti è a disposizione il nostro ufficio legale che si fará carico gratuitamente di rappresentare legalmente i cittadini che ne faranno richiesta.

Cosenza, 19.05.2012
Coordinamento regionale Fare Ambiente Calabria

martedì 8 maggio 2012

Fare Ambiente a San Giovanni in Fiore

Costituito il Laboratorio di Fare Ambiente a San Giovanni in Fiore
Alla presenza dell’Avv. Antonio Iaconetti, coordinatore regionale del movimento, si è costituita, a San Giovanni in Fiore,  la sezione - laboratorio di Fare Ambiente, movimento ecologista europeo. Il Laboratorio di Fare Ambiente di San Giovanni in Fiore nasce dal desiderio e dalla passione di un gruppo di giovani professionisti , che vogliono affermare il principio della propria identità culturale, storica e sociale, rispettando e salvaguardando l’ambiente che li circonda. Pieni di entusiasmo, con obiettivi chiari e mirati, i soci del nuovo Laboratorio, opereranno attivamente sul territorio locale con iniziative concrete, proposte alle istituzioni, attività per tutelare e migliorare la qualità della vita. Uniti dalla volontà di risanare l’entourage locale, gli associati agiranno coinvolgendo e sensibilizzando il maggior numero di cittadini alla tutela ed al rispetto dell’ambiente. E se l’ambiente è tutto ciò che circonda l’essere umano, i progetti che porteranno avanti abbracceranno le aree più diverse. Abbiamo intrapreso -dicono i giovani soci- un percorso esaltante e, con il realismo del “Fare” e l’ottimismo della ragione, valorizzeremo il nostro territorio.

lunedì 5 marzo 2012

Costa Concordia: Fare Ambiente estromessa dall’incidente probatorio

Assistiamo increduli alla decisione assunta dal gip Valeria Montesarchio che ha estromesso le Associazioni e gli Enti dall’udienza di incidente probatorio del naufragio della “Costa Concordia” asserendo la mancata contestazione del reato ambientale. È inaccettabile che le associazioni esponenziali portatrici di interessi diffusi non possano partecipare a questa essenziale fase di accertamento delle verità, veicolando gli specifici valori di cui sono portatori. La vicenda in esame rappresenta uno spaccato di come un errore – colposo o meno come si dovrà accertare – possa incidere enormemente nella qualità della vita degli individui, violati nel loro “interesse all’Ambiente” nella sua più ampia e completa accezione di matrice costituzionale. La questione, che già presenta una riconosciuta complessità tecnica, assume molteplici ed imprevedibili sfaccettature che meritano un’accurata e completa analisi, persino in relazione alla formulazione dell’imputazione stessa, emergendo potenziali nuovi capi e possibili responsabili nel corso dello svolgimento delle indagini preliminari. La partecipazione degli enti portatori di interessi diffusi non può che portare un evidente giovamento all’attività della magistratura, anche in considerazione della finalità stessa dell’incidente probatorio che è finalizzato alla piena comprensione della dinamica della condotta e nell’accertamento dei fatti, frustrando altrimenti la stessa ragione dell’istituto della costituzione di parte civile riconosciuta alle Associazioni ambientaliste. Avv. Peter Lewis Geti Avv. Antonio Iaconetti Avv. Danilo Ferrante Pool legali Fare Ambiente

lunedì 27 febbraio 2012

Costa Concordia. Fare Ambiente sollecita le preoccupazioni per l’ambiente.

PISA-FIRENZE. Dopo tre settimane dal naufragio della Costa Concordia nei pressi dell’isola del Giglio, la Compagnia raggiunge l’accordo per il risarcimento dei passeggeri, mentre prosegue l’inchiesta volta all’accertamento delle responsabilità. Ma il disastro ambientale si è già consumato e potrebbe aumentare ulteriormente con la dispersione in mare del combustibile. «Un evidente e grave danno si è già abbattuto sulle coste dell’isola – afferma Giuseppina Gusella, coordinatrice regionale per la Toscana di Fare Ambiente, movimento ecologista europeo – Oltre ai versamenti di idrocarburi, si rileva un’evidente alterazione della costa e del fondale, con la connessa distruzione di un habitat mediterraneo che non aveva eguali. Siamo vicini ai naufraghi ed alle famiglie delle vittime, ma non dimentichiamo che anche noi siamo vittime di questo attentato alla natura e alle bellezze artistiche e naturali del Paese». L’ufficio legale dell’Associazione, composto dagli avvocati Peter Lewis Geti, Antonio Iaconetti, Michele Sanfilippo, Fabio Azzaroli, Danilo Ferrante, Maddalena Gajo, Enrico Vitali, Giuseppe Triarico procederà pertanto con la costituzione parte civile nel giudizio che si celebrerà all’esito delle indagini preliminari, schierandosi in prima linea per il riconoscimento del danno causato all’ambiente e alla salute delle persone. «Le responsabilità sono ancora da accertare – dichiara Geti – ma sarà importante tenere ben presente il valore ambientale ed il rischio per la salute pubblica che dilaga con la putrefazione delle merci a bordo del natante, cagionando un danno irreversibile all’ecosistema marino. Un vero disastro, che si ripercuoterà nell’area per gli anni a venire».

Costa Concordia. Fare Ambiente sollecita le preoccupazioni per l’ambiente

PISA-FIRENZE. Dopo tre settimane dal naufragio della Costa Concordia nei pressi dell’isola del Giglio, la Compagnia raggiunge l’accordo per il risarcimento dei passeggeri, mentre prosegue l’inchiesta volta all’accertamento delle responsabilità. Ma il disastro ambientale si è già consumato e potrebbe aumentare ulteriormente con la dispersione in mare del combustibile. «Un evidente e grave danno si è già abbattuto sulle coste dell’isola – afferma Giuseppina Gusella, coordinatrice regionale per la Toscana di Fare Ambiente, movimento ecologista europeo – Oltre ai versamenti di idrocarburi, si rileva un’evidente alterazione della costa e del fondale, con la connessa distruzione di un habitat mediterraneo che non aveva eguali. Siamo vicini ai naufraghi ed alle famiglie delle vittime, ma non dimentichiamo che anche noi siamo vittime di questo attentato alla natura e alle bellezze artistiche e naturali del Paese». L’ufficio legale dell’Associazione, composto dagli avvocati Peter Lewis Geti, Antonio Iaconetti, Michele Sanfilippo, Fabio Azzaroli, Danilo Ferrante, Maddalena Gajo, Enrico Vitali, Giuseppe Triarico procederà pertanto con la costituzione parte civile nel giudizio che si celebrerà all’esito delle indagini preliminari, schierandosi in prima linea per il riconoscimento del danno causato all’ambiente e alla salute delle persone. «Le responsabilità sono ancora da accertare – dichiara Geti – ma sarà importante tenere ben presente il valore ambientale ed il rischio per la salute pubblica che dilaga con la putrefazione delle merci a bordo del natante, cagionando un danno irreversibile all’ecosistema marino. Un vero disastro, che si ripercuoterà nell’area per gli anni a venire».
PISA-FIRENZE. Dopo tre settimane dal naufragio della Costa Concordia nei pressi dell’isola del Giglio, la Compagnia raggiunge l’accordo per il risarcimento dei passeggeri, mentre prosegue l’inchiesta volta all’accertamento delle responsabilità. Ma il disastro ambientale si è già consumato e potrebbe aumentare ulteriormente con la dispersione in mare del combustibile. «Un evidente e grave danno si è già abbattuto sulle coste dell’isola – afferma Giuseppina Gusella, coordinatrice regionale per la Toscana di Fare Ambiente, movimento ecologista europeo – Oltre ai versamenti di idrocarburi, si rileva un’evidente alterazione della costa e del fondale, con la connessa distruzione di un habitat mediterraneo che non aveva eguali. Siamo vicini ai naufraghi ed alle famiglie delle vittime, ma non dimentichiamo che anche noi siamo vittime di questo attentato alla natura e alle bellezze artistiche e naturali del Paese». L’ufficio legale dell’Associazione, composto dagli avvocati Peter Lewis Geti, Antonio Iaconetti, Michele Sanfilippo, Fabio Azzaroli, Danilo Ferrante, Maddalena Gajo, Enrico Vitali, Giuseppe Triarico procederà pertanto con la costituzione parte civile nel giudizio che si celebrerà all’esito delle indagini preliminari, schierandosi in prima linea per il riconoscimento del danno causato all’ambiente e alla salute delle persone. «Le responsabilità sono ancora da accertare – dichiara Geti – ma sarà importante tenere ben presente il valore ambientale ed il rischio per la salute pubblica che dilaga con la putrefazione delle merci a bordo del natante, cagionando un danno irreversibile all’ecosistema marino. Un vero disastro, che si ripercuoterà nell’area per gli anni a venire».

mercoledì 8 febbraio 2012

PONTE STRETTO:FARE AMBIENTE,SI RINUNCIA GRANDE OPPORTUNITA' 'REVOCA FINANZIAMENTI E' SCHIAFFO SONORO E INACCETTABILE' CATANZARO (ANSA) - CATANZARO, 23 GEN - ''La revoca dei finanziamenti per il Ponte sullo Stretto di Messina e l'accantonamento di quest'opera strategica e fondamentale per lo sviluppo della Calabria e del Mezzogiorno, suona come uno schiaffo sonoro ed inaccettabile per le ambizioni di crescita sociale ed economica del Sud del Paese''. Lo afferma Antonio Iaconetti, coordinatore calabrese del Movimento ecologista europeo FareAmbiente. ''Rinunciare al Ponte - prosegue Iaconetti - significa rinunciare ad una grande opportunita' in termini occupazionali e di attrazione degli investimenti, isolare il Meridione e sacrificare il corridoio Palermo-Berlino in favore di un'altra direttrice, ma anche perseverare nell'inquinamento dello specchio d'acqua che separa la Calabria dalla Sicilia. Infatti, mentre si spaccia il Ponte come opera faraonica e disastrosa per il suo impatto paesaggistico, si va compromettendo nel piu' assoluto silenzio l'ecosistema di un tratto di mare largamente battuto da imbarcazioni a motore, con tutte le conseguenze che cio' comporta a livello ambientale. Per questo auspico che il Governo non cancelli il Ponte, promuovendone semmai la realizzazione in tempi brevi''. (ANSA). COM-ATT/FLC S45 QBXU

lunedì 23 gennaio 2012

Il ponte: un'opportunità negata



«La revoca dei finanziamenti per il Ponte sullo Stretto di Messina e l’accantonamento di quest’opera strategica e fondamentale per lo sviluppo della Calabria e del Mezzogiorno, suona come uno schiaffo sonoro ed inaccettabile per le ambizioni di crescita sociale ed economica del Sud del Paese».
Lo afferma Antonio Iaconetti, Coordinatore regionale della Calabria del Movimento Ecologista Europeo FareAmbiente.
«Rinunciare al Ponte significa rinunciare ad una grande opportunità in termini occupazionali e di attrazione degli investimenti, isolare il Meridione e sacrificare il corridoio Palermo-Berlino in favore di un’altra direttrice, ma anche perseverare nell’inquinamento dello specchio d’acqua che separa la Calabria dalla Sicilia.
Infatti, mentre si spaccia il Ponte come opera faraonica e disastrosa per il suo impatto paesaggistico, si va compromettendo nel più assoluto silenzio l’ecosistema di un tratto di mare largamente battuto da imbarcazioni a motore, con tutte le conseguenze che ciò comporta a livello ambientale.
Per questo auspico che il Governo non cancelli il Ponte, promuovendone semmai la realizzazione in tempi brevi».

martedì 20 dicembre 2011

Fare Ambiente resoconto convegno Campidoglio




Si è tenuto a Roma nei saloni del Museo Capitolino del Campidoglio lo scorso 14 Dicembre il convegno organizzato da FareAmbiente Movimento Ecologista accreditato presso il Ministero dell’Ambiente dal titolo: Salute, Territorio e Turismo. FareAmbiente ricordiamo ha posto tra uno degli obiettivi del 2012 quello della sensibilizzazione della popolazione, con particolare interesse verso i giovani, sul tema della sana alimentazione. - I motivi che ci spingono ad operare in questa direzione dipendono da una duplice considerazione - ha dichiarato il Presidente Nazionale Vincenzo Pepe – “l’aumento esponenziale del numero di cittadini afflitti dal problema dell’obesità e tra questi in aumento bambini e giovani, la necessità di salvaguardare e sviluppare le coltivazioni tradizionali Italiane, consentendo contemporaneamente il mantenimento e l’allargamento delle aree coltivate e quindi presidiate dall’uomo La scienza ha promosso la dieta mediterranea come fattore importante per una vita salutare: gli alimenti principali a cui questa dieta fa riferimento sono prodotti nel nostro territorio o pescati nei nostri mari. Putroppo in Italia cresce la moda del panino con carni e grassi, dei pasti mordi e fuggi, dell’uso di addensanti provenienti dal grasso del latte o da altri maggiormente dannosi, mentre diminuisce il consumo dei cereali, dei legumi, delle verdure e della frutta; il pesce azzurro è sostituito da fritture di pesci congelati di sconosciuta o lontana provenienza e le bevande gassate, hanno soppiantato le spremute di agrumi o i frullati di frutta – ha aggiunto Pepe. Ed ancora improbabili merendine zuccherate hanno soppiantato le marmellate di frutta negli spuntini dei ragazzi. Tutto ciò sta all’origine della obesità, anche infantile, delle alterazioni cardiovascolari, dell’aumento delle patologie legate alla presenza eccessiva di grassi e di zuccheri nella circolazione del sangue: in poche parole ci stiamo avvelenando. Infatti mentre la durata della vita cresce grazie ai progressi della medicina e della chirurgia, la qualità della vita stessa e la capacità di continuare a produrre impegno scendono a vista d’occhio come testimoniano il numero delle patologie trattate dagli ospedali ed il consumo dei farmaci.
Mentre questo fenomeno si espande, parallelamente aumentano gli abbandoni nelle campagne soprattutto nel meridione. Ogni anno spariscono colture tradizionali che hanno caratterizzato i panorami agricoli e le abitudini umane per secoli. In contrasto a ciò aumentano le importazioni di prodotti alimentari sconosciuti sino a pochi decenni orsono, si modificano i sistemi di cottura dei cibi, intervengono con sempre maggiore frequenza le diversificazioni nelle diete di ogni giorno, sulla spinta anche della pubblicità che fortemente interviene su queste scelte grazie agli ampi margini di guadagno che consentono produzioni provenienti dall’estremo oriente o da aree a forte presenza di agricoltura industrializzata.
Contro tutto ciò FareAmbiente ritiene urgente e doveroso impegnarsi in una grande mobilitazione volta a pubblicizzare linee coerenti di alimentazione sana, equilibrata e ricca di sapori, pubblicizzarla tra i giovani, nelle scuole, ma anche all’interno dell’intera società Italiana. Andremo a fare pressione sulle Regioni per fare prevedere menù consequenziali a queste scelte nelle mense scolastiche, ma affronteremo anche il problema delle mense aziendali, mentre cercheremo di convincere bar, ristoranti, luoghi di intrattenimento, ad osservare le regole delle dieta mediterranea che sono anche regole che riguardano i sistemi di cottura ed i condimenti oltre agli alimenti principali, magari esibendo un simbolo che rappresenterà la garanzia per i consumatori e testimonierà questa scelta.
Quindi una grande mobilitazione per la salute, la costituzione di un comitato nazionale di FareAmbiente per il coordinamento delle iniziative e la produzione delle linee guida, comitato che vedrà la presenza di esperti in tutti i settori oltre che dei medici, comitato nazionale a cui si aggiungeranno omologhi comitati regionali ai quali vogliamo presenti, in prima linea assieme agli scienziati, gli agricoltori, gli industriali del settore alimentare ed i ristoratori.



I motivi che ci spingono ad operare in questa direzione ha continuato Antonio Iaconetti Coordinatore per la Calabria – dipendono da una duplice considerazione: l’aumento esponenziale del numero di cittadini afflitti dal problema dell’obesità e tra questi in aumento bambini e giovani e la necessità di salvaguardare e sviluppare le coltivazioni tradizionali Italiane, consentendo contemporaneamente il mantenimento e l’allargamento delle aree coltivate e, quindi, presidiate dall’uomo.” Nel pomeriggio si è poi tenuta la consueta tavola rotonda dove i vari coordinamenti regionali hanno esposto le proprie iniziative da portare avanti per l’anno 2012. La Calabria ha presentato due proposte di legge: la prima riguarda azioni per favorire l’utilizzo delle terre incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate. Tale intervento ha dichiarato Antonio Iaconetti “appare prioritario per diversi motivi; il primo la messa in sicurezza delle terre soggette a rischio idrogeologico, per lo sviluppo della produzione agricola e la creazione di nuovi posti di lavoro per consentire l’applicazione in tutte le Regioni della deroga prevista dal Dlgs. n.28/2011 dando priorità alle politiche agricole rispetto a quelle della produzioni energetiche. La seconda proposta di legge riguarda la modifica dell’articolo 47 della Costituzione, presentata dal Coordinatore Nazionale dei Giovani FareAmbiente Aurelio Longo. Trattasi dell’articolo in materia di accesso del risparmio popolare al riconoscimento dello strumento del microcredito come occasione per lo sviluppo di impresa sostenibile, responsabilità sociale riguardante una sempre maggiore attenzione alla salute individuale ed alla tutela ambientale. Fino ad oggi – ha dichiarato Aurelio Longo – La più importante fonte di finanziamento del microcredito è stata la provenienza istituzionale o bancaria, ma recenti studi hanno dimostrato che l’integrazione del mercato globale e la crescente consapevolezza delle ineguaglianze ed interdipendenze mondiali hanno aumentato in modo significativo il numero degli individui con preferenze sociali e disponibilità a pagare non soltanto per l’inclusione dei più poveri ha concluso Aurelio Longo – ma anche per finanziare progetti ritenuti importanti. quali la tutela ambientale.

mercoledì 23 novembre 2011

Spazzatura, ricchezza per le lobby massoniche, politiche e ‘ndranghetiste.




"Le recenti inchieste sulla depurazione, quelle relativa alla discarica di Alli e, da ultima, quella del presunto inquinamento del torrente Oliva, rappresentano il segnale che anche il Calabria finalmente qualcuno si è deciso a fare un po’ di pulizia, è il caso di dirlo, dei tanti abusi ambientali e delle violenze perpetrate a danno del nostro territorio consumate più o meno alla luce del sole, di fronte alla totale indifferenza delle istituzioni preposte al controllo.
Emerge purtroppo un quadro a tinte fosche che conferma come i rifiuti invece di una risorsa per la collettività, in Calabria, sono una risorse che arricchisce i soliti e consolidati comitati d’affari o,sarebbe meglio dire le lobby massoniche, politiche e ‘ndranghetiste.
L’auspicio è che dopo gli ultimi eventi si possa considerare superata la fase emergenziale che si trascinata negli anni con grave dispendio di risorse ma senza alcun risultato tangibile e senza che venissero adottati quegli interventi strutturali e risolutivi per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti".

Cosenza, 22.11.2011

giovedì 20 ottobre 2011

Navi veleni: Fare Ambiente, confermata gigantesca montatura

Navi veleni: Fare Ambiente, confermata gigantesca montatura

http://ansa.it/mare/notizie/rubriche/ambienteepesca/2011/10/20/visualizza_new.html_669774197.html

Iaconetti: anche Pignatone ne esclude presenza in coste calabria

20 ottobre, 12:26
ANSA) - CATANZARO, 20 OTT - "Dopo il procuratore Eugenio Facciolla, anche Giuseppe Pignatone ha sgombrato il campo da ogni equivoco, affermando che non vi sono navi dei veleni al largo delle coste calabresi, intervenendo a Crotone al convegno nel corso del quale la Commissione bicamerale di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, ha presentato il rapporto sulla Calabria". Lo afferma, in una nota, Antonio Iaconetti, coordinatore regionale di Fare Ambiente Calabria.
"In tempi non sospetti, quando la notizia rimbalzava sui network nazionali e da più parti si reclamavano ispezioni a tappeto dei fondali - sostiene Iaconetti - non abbiamo esitato nel definire l'intera vicenda una gigantesca montatura destinata, purtroppo, a danneggiare il già fragile tessuto economico delle aree costiere della nostra regione. Adesso che la questione è definitivamente chiusa, sarà bene concentrare energie e risorse sulle tante emergenze ambientali per le quali la gestione commissariale, nonostante i tanti fondi a disposizione, non ha saputo trovare le giuste soluzioni". (ANSA).