mercoledì 16 settembre 2009

Bondi Riceve Fare Ambiente Calabria al ministero


COMUNICATO STAMPA 01 del 20-12-08
I rappresentanti di Fare ambiente sono stati ricevuti dal Ministro dei Beni culturali
Il coordinatore regionale della Calabria ha evidenziato la valenza turistica
dei “Giganti di pietra” di Campana
Il Ministro dei Beni culturali, Sandro BONDI, ha ricevuto al Ministero, una rappresentanza dell’Associazione di Fare ambiente. All’appuntamento sono intervenuti il Presidente nazionale del sodalizio, Vincenzo PEPE, e i coordinatori regionali del movimento ecologista europeo. La Calabria è stata egregiamente rappresentata dal coordinatore regionale, Antonio IACONETTI. "L'Italia>, ha detto espressamente il Ministro Bondi,<>. Nel corso dell'incontro Bondi ha anche espresso vivo apprezzamento per l'opera costante svolta da Fare ambiente ai fini della conversione in legge del decreto che ha stabilito l'insegnamento dell'educazione ambientale nelle scuole dell’obbligo. Una tappa fondamentale dell'azione che il ministro dei Beni culturali sta perseguendo da tempo insieme alla preparazione di un Piano per la valorizzazione dei musei e delle aree archeologiche destinato a potenziare l'industria turistica nazionale.
L’avvocato Iaconetti, ha chiesto al Ministro di organizzare una campagna di studi sui “Giganti di Pietra”, bellezze naturali che si possono ammirare nel comune di Campana, in località Incavallicata. Lo scopo del coordinatore regionale della Calabria di Fare ambiente è verificare se le due figure, (una ha le sembianze di un elefante, alto circa 5 metri, e sembrerebbe splendidamente scolpita da mano appartenente ad una straordinaria civiltà preistorica della Calabria, l’altra, di più difficile interpretazione, forse rappresenta due gambe umane fino alle ginocchia) sono derivanti da erosione naturale oppure sono da attribuire a un artista preistorico.
E’ un sito che comunque, ha aggiunto Iaconetti, merita di essere debitamente valorizzato in quanto potrebbe diventare un’appetibile attrattiva turistica con risvolti positivi per intera zona della Sila Grande. Azione fondamentale per creare i presupposti di sviluppo e per un rilancio economico di quel territorio, impoverito da anni di emigrazione e abbandono. A tal proposito Iaconetti ha consegnato un articolato dossier sui Giganti di Campana e si è detto fiducioso di concreto da parte del Ministro.
Coordinamento regionale Fare ambiente Calabria

Sulla fallimentare stagione turistica cosentina

Antonio Iaconetti, candidato di Calabria Riformista alle prossime elezioni provinciali di Cosenza nel collegio di Amantea, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Cosenza è una provincia di terra e di mare e questa verità geografica emerge in maniera ancora più appariscente lungo le coste del Tirreno dove la suggestione del litorale si fonde con i centri storici che si affacciano dalle colline.
Luoghi come Amantea, Belmonte, Longobardi, Fiumefreddo, Falconara Albanese custodiscono tesori e tradizioni che affascinano tutto il mondo.
Quello che non affascina è il mare non da bere, la carenza di collegamenti, la cattiva manutenzione delle strade, l’assenza di una attenta ricognizione e valorizzazione delle risorse paesaggistiche, abitative, artistiche, culturali, la mancanza di una seria e concreta politica infrastrutturale.
La stagione turistica è alle porte e nessun intervento è stato ancora avviato per la depurazione delle acque e la pulizia delle spiagge. L’accoglienza è delegata alla buona volontà degli operatori privati che si barcamenano tra i consueti disservizi.
A settembre ascolteremo i soliti piagnistei ai quali noi non vogliamo rassegnarci.
E’ necessario occuparsi in maniera seria di acqua, di depurazione, della qualità del mare, lasciando alla finestra i partiti che devono restare fuori dalla gestione di questi settori. Senza tali premesse ogni politica turistica è una presa in giro, l'imprenditoria privata non potrà mai davvero decollare, il nostro territorio non sarà mai competitivo.
E’ questa la nostra sfida, è questa la sfida di Calabria Riformista.

21 aprile 2009

sulla Mancata assegnazione delle bandiere blu al nostro mare

. E’ quanto afferma in una dichiarazione Antonio Iaconetti, candidato di Calabria Riformista nel collegio di Amantea alle prossime elezioni provinciali. La salvaguardia nelle nostre coste dovrà essere uno dei primi punti da inserire nell’agenda politica della prossima amministrazione provinciale che sarà guidata da Pino Gentile.
La qualità del mare va garantita senza proclami e senza promesse, ma mettendo in atto corrette politiche di gestione delle acque e della depurazione.
E’ questa la nostra sfida, è questa la sfida di Calabria Riformista>.

7 maggio 2009

Giganti di Campana

I Giganti di pietra di Campana sono due sculture litiche situate sulla sommità di un colle nella Sila Greca, in Calabria.
I due grandi blocchi rocciosi, chiamati in loco Pietre della Incavallicata, sono distanti tra loro circa tre metri, e sono costituiti da diversi strati di roccia in sovrapposizione, e rappresentano rispettivamente un elefante alto circa 5,80 metri, e le gambe di un essere umano scolpite sino alle ginocchia alte 7,50 metri, poi la statua si interrompe nella sua parte superiore. La scala di rappresentazione è dunque colossale.
Sotto le due figure nel blocco di roccia sottostante sono state scavate due piccole grotte, testimonianza di una civiltà cavernicola, ci cono infatti nelle vicinanze delle pietre centinaia di grotte scavate nella roccia.
Le due statue sono lì da secoli, all’aperto in una radura assolata, i contadini del luogo se le ricordano da sempre.
La roccia delle sculture mostra i segni della corrosione del tempo e delle intemperie, in alcuni tratti le statue sono state consunte, e molti sono i particolari mutilati o mancanti, un po’ come accade in genere per le statue greche o romane dell’antichità. L’elefante è bellissimo, imponente e dinamico allo stesso tempo. Con le zampe posteriori in una flessione ponderale che lo fa sembrare in movimento. Gli occhi, la proboscide e le zanne sono molto ben scolpiti, e sono ben visibili le gambe di un cavaliere che stava in groppa all’elefante, sia sul lato sinistro che su quello destro.
Tecnicamente la statua dell’elefante è un altorilievo, cioè un blocco scolpito su tutti i 360 gradi, e dunque non può essere opera delle intemperie e del vento.
I resti della seconda statua, sembrano rappresentare due gambe umane dalle ginocchia in giù, alte 7,50 metri, se la statua fosse completa il colosso dovrebbe superare almeno i quindici metri.
La tradizione orale di Campana definisce questa statua come “il ciclope”.
In uno scritto delle fine del 1600 il vescovo Francesco Marino lo definiva “il gran colosso”, caduto al suolo a causa dei terremoti.
Nella mappa della Calabria del Magini del 1603, questo luogo è chiamato “il cozzo delli Giganti”.
Sono dunque statue che erano note già nell’antichità, e classificate come giganti.
L’interrogativo fondamentale è: chi le ha scolpite e in che epoca?
L’immaginario popolare ha cercato in Pirro ed Annibale, i possibili autori delle sculture, perché i loro eserciti usavano gli elefanti, ma non abbiamo nessun indizio concreto che rimandi a quei condottieri.
La verità è che queste sculture necessitano di di studi archeologici e scientifici seri che permettano di indagare in profondità la natura di questi oggetti. E’ per questo che ci rivolgiamo al Ministro dei Beni culturali, perché si svolga una campagna di indagini. Un rilievo con tecnica laser scanner 3d, una accurata analisi degli utensili di scalfittura usati sulle pietre, oltre che una ricognizione di scavo archeologico potrebbero dirci di più.
I Giganti di Pietra costituiscono comunque sin dal 2003, anno in cui sono state segnalate per la prima volta al grande pubblico dall’architetto domenico canino, una grande attrazione per gli appassionati di archeologia.
Il mistero di un elefante e di un guerriero di pietra giganteschi in mezzo alle montagne della Sila ha scatenato la curiosità di studiosi e turisti, e mezzi di comunicazione.
Articoli sui giganti sono stati pubblicati su la Repubblica, Focus, Le Monde, Avvenire, Gazzetta del Sud, Il Quotidiano della Calabria, e speciali televisivi sono andati in onda su Rai regione e su Gaia, trasmissione di divulgazione scientifica di raitre.
Il sindaco di Campana, dott. Pasquale Manfredi, custode dei preziosi reperti, si è attivato in tutti i modi per valorizzare questo sito archeologico, ha organizzato visite di club archeologici, di scolaresche, ha intrecciato relazioni con diversi tour operator, ha curato la pubblicazione di libri, invitato ed ospitato studiosi della materia, ma le poche risorse finanziarie disponibili ne hanno limitato il raggio di azione.

L’associazione Fare Ambiente della Calabria, ha scelto di supportare attivamente la conoscenza e la valorizzazione dei giganti di pietra di campana e si rivolge dunque alle massime istituzioni del nostro paese, cioè al Ministro dei beni culturali, perché si possa intervenire concretamente nello studio di questi reperti, affinchè possano rappresentare una preziosa risorsa culturale ed economica per l’intera regione Calabria.
L’associazione Fare Ambiente della Calabria

ABOLIZIONE DELLA DOPPIA TERNA A 60.000 V DI ALIMENTAZIONE

ABOLIZIONE DELLA DOPPIA TERNA A 60.000 V DI ALIMENTAZIONE
DEI TRENI LUNGO LA COSTA TIRRENICA TRA PRAJA A MARE (CS) E
GALLICO (RC)

Allo stato attuale in Calabria, l’energia elettrica necessaria per la locomozione dei treni sulla costa tirrenica avviene mediante una doppia terna di conduttori di rame aerei a 60.000 V che per tutto il tratto in questione compreso tra Praja a Mare (CS) e Gallico (RC), alimenta senza soluzione di continuità le varie cabine di trasformazione di R.F.I. (Rete Ferroviaria Italiana). Le suddette terne costituiscono da sempre oltre che un forte vincolo paesaggistico ed urbanistico anche un notevole intralcio all’utilizzo delle zone interessate dal passaggio di tali elettrodotti. Stiamo parlando di circa 250 Km di fascia costiera per una larghezza di circa 25 mt.

Ciò premesso, con questa breve nota illustrativa si vuole porre l’ attenzione su di un sistema alternativo a quello attuale di alimentazione delle Cabine Primarie di R.F.I. che ormai può considerarsi vetusto, superato, antieconomico, antiecologico e probabilmente anche pericoloso per le popolazioni del centri abitati attraversati dalle linee a 60.000 V.

Grazie agli investimenti di ENEL SpA è ormai possibile risolvere completamente il problema rappresentato dalle suddette linee 60.000 V di R.F.I. eliminandole e sostituendole con un sistema di alimentazione più attuale e assolutamente scevro da tutti quegli inconvenienti di cui sopra. Infatti, Enel SpA, per rispondere alle esigenze di sviluppo socio-economico del territorio, negli anni, ha provveduto a realizzare una rete di Cabine di Trasformazione 150/20 KV a distanza media l’una dall’altra di circa 25 Km. Da tali cabine Enel, sarebbe possibile alimentare “sul posto” e mediante “cavi interrati” le cabine di R.F.I. e ciò senza nulla togliere ai parametri elettrici delle rete ferroviaria, anzi, per quanto detto, sarebbe possibile perseguire i seguenti vantaggiosi obiettivi:
1) beneficio per R.F.I. grazie alla notevole diminuzione delle cadute di tensione che attualmente si hanno sui 250 Km di conduttori aerei esistenti, rispetto ad una alimentazione “sul posto” delle cabine di R.F.I. dalla locale cabina At/Mt Enel;
2) risparmio per R.F.I. venendo meno l' onerosa manutenzione delle linee aeree a 60.000 V da Praja a Mare (CS) a Gallico (RC);
3) abolizione dell' onere per I' ENEL SpA a mantenere una alimentazione a 60.000 V ormai in uso in Calabria solo per le esigenze di R.F.I.;
4) possibilità da parte dei comuni (circa 40) attraversati dalle linee a 60.000 V di emanciparsi dalla "Servitù di elettrodotto" con conseguenti positivi risvolti sugli strumenti urbanistici;
5) eliminazione per l’intera fascia costiera tirrenica dei tralicci della doppia terna a 60.000 V, costituenti delle vere e proprie strutture deturpanti il paesaggio ed anche una probabile fonte di pericolo sia per gli abitanti delle case costruite nelle vicinanze degli elettrodotti (inquinamento elettromagnetico e pericolo di rottura meccanica dei conduttori) e sia per gli elicotteri e aerei delle Forze dell' Ordine e Protezione Civile (tali linee non sono adeguatamente segnalate così come previsto dalle norme di sicurezza);
6) Creazione di un ingente numero di ore di lavoro per la realizzazione delle opere di riconversione della rete di alimentazione delle cabine di R.F.I. e possibilità di recupero e di riutilizzazione di migliaia di tonnellate rame e ferro costituenti le attuali linee elettriche aeree e relativi tralicci.
Naturalmente, siamo anche in grado di approntare, qualora ve ne fosse bisogno, un progetto concreto per la rimozione della doppia terna a 60.000 V.
San Fili, 16.12.2008

Il Coordinatore Regionale Avv. Antonio Iaconetti

Sui Veleni di Crotone

Comunicato Stampa



A Crotone ma forse, sarebbe meglio dire in Calabria, ci avvelenano,e tutti tacciono e nessuno si muove.
Una terra mortificata e rassegnata dove nessuno sembra oramai indignarsi.
E le istituzioni, quelle sempre in prima fila quando devono difendere i propri interessi di casta cosa hanno fatto sino ad ora ?
Dei veleni di Crotone, della catastrofe ambientale tutti sapevano, sia ai massimi livelli giudiziari che istituzionali, almeno dal 1999 quando l’allora Procuratore della Repubblica commissionò all’ENEA degli accertamenti al fine di verificare se rifiuti di tipo “speciale” venissero smaltiti senza alcun trattamento .
La reazione dei tecnici, appena misero in funzione i loro strumenti di rilevazione della radioattività fu: “ scapparono via come se avessero avuto il peperoncino nel sedere”, questo riferì il Procuratore.
Ed ancora, arriviamo al 2003.
Da una relazione riservatissima prodotta dal Prefetto dell’epoca si apprende che “ la Pertusola ha causato un elevato inquinamento a tutta la zona che, uno studio commissionato ad istituzioni universitarie dall’Alto Commissariato per i Rifiuti, ha definito altissimo”.
E conclude il Prefetto , “ per fortuna la notizia non si è propagata, perché in caso contrario si sarebbe determinata, a mio avviso, una situazione pericolosa per l’ordine pubblico”.
Nel frangente si è continuato a coltivare le colline, a pescare ed immettere nella catena alimentare pesce all’arsenico, a bere e utilizzare acqua allo zinco senza che nessuno prendesse dei provvedimenti per l’unica cosa ovvia e sensata da fare: la tutela della salute pubblica.

Si è permesso invece di impastare rifiuti tossici con il cemento con il quale hanno poi costruito scuole elementari.
Hanno lasciato che con quel materiale si costruisse il porto, ponti e viadotti, piazzali attrezzati, caserme e piste ciclabili, le strade ed i palazzi dove la gente è morta e continua a morire di tumore, ad ammalarsi di leucemia, a subire alterazioni geniche e del metabolismo e malformazioni di vario genere.
Ci troviamo dinnanzi ad un disastro ambientale di proporzioni immani, una situazione che in molti conoscevano ma hanno preferito tacere e chi doveva agire per assicurare i responsabili alla giustizia nonché impedire che il reato venisse portato ad ulteriori conseguenze, ha taciuto e non ha agito così facendo si è reso complice della catastrofe.
Anche Goletta verde, che ogni anno fa il giro turistico dei nostri mari, con i soldi dei contribuenti, ricevendo sovvenzioni dal Ministero dell’Ambiente, si apprende dal suo sito internet, “ogni anno effettua il periplo della nostra penisola avvistando abusi e illeciti” e sulle acque del mare crotonese ha affermato che :” Quattro i punti campionati in provincia di Crotone, compresa la foce del fiume Neto: tutti entro i limiti di legge, fa eccezione la foce del fiume che risulta leggermente inquinato”.
Solo un leggero inquinamento alla foce del Neto, tutto il resto nei limiti di legge !!!!
Mi chiedo che tipo di analisi facciano !!!
Fiduciosi attendiamo risposte.
Crotone, fondata dagli Achei, con millenni di storia alle spalle, centro della Scuola Pitagorica, meritava E MERITA maggior rispetto.
Siamo convinti che ci vuole un’azione incisiva che eviti che al danno si associ la beffa e, al fine di dimostrare che vi sia un nesso di causalità, che lega le morti da tumore e l’insorgere di gravi patologie alla presenza di quei rifiuti tossici, CHIEDIAMO, come Fare Ambiente l’ istituzione, senza indugio, di un registro dei tumori al fine di confrontare il tasso d’incidenza negli ultimi dieci anni con quelli del decennio precedente, così da poter certificare una variazione statistica significativa.
Naturalmente, Fare Ambiente si costituirà parte civile nell’istaurando procedimento penale al fine di ottenere giustizia e tutela di un interesse giuridicamente rilevante che consiste in un’offesa della persona nella sua dimensione individuale e sociale, intesa, cioè, come lesione del diritto fondamentale, ed a rilevanza costituzionale, ad un ambiente salubre, quale elemento integrante della personalità umana
Al Governo della Repubblica si chiede un intervento radicale al fine di affrontare in modo risoluto la problematica con l’istituzione di una superprocura contro i reati legati ai rifiuti che abbia competenza non solo sul Crotonese ma su tutto il territorio Calabrese.
E’ infatti necessario unificare, così come si è fatto a Napoli, le competenze in materia per evitare che singoli magistrati possano ostacolare o comunque rallentare, così come è stato fatto sino ad oggi, una vigorosa e si spera risolutiva azione di contrasto alle eco-mafie.
Una Superprocura in grado di accorpare e trattare in maniera unitaria tutte le inchieste che riguardano i reati legati all’ambiente:
• dall’ affondamento nel maggio del 1979 della nave ARGO, colata a picco al largo di Locri e contenente 900 tonnellate di solfato ammonico;
• l’ affondata nel mar tirreno sulle coste calabresi nell’ottobre 1986, della nave “Mikigan”, contenete granulato di marmo;
• l’ affondamento nel settembre del 1987, a 50 km a sud di Reggio Calabria della nave “Rigel”, contenente probabilmente rifiuti, nave nel cui diario di bordo fu rinvenuto una copia del certificato di morte di Ilaria Alpi, la giornalista RAI misteriosamente uccisa il 20 marzo 1994 a Mogadiscio assieme al giornalista Miran Hrovatin: i due erano venuti a conoscenza di uno strano traffico di rifiuti tossici tra Italia e Somalia e per questo “fatti fuori” (???)
• affondamento nel dicembre del 1988, nello Ionio meridionale della nave “Four Star I” , contenente sostanze tossiche;
• Spiaggiamento della nave Jolly Rosso avvenuto il 14.12.1990, in
Loc. Formiciche del Comune di Amantea (CS), contenente, si presume, rifiuti tossici, e\o radioattivi e tante altre ancora.
E non sono pochi i casi di tumore in tutta la Calabria.
Secondo dati del Ministero della Sanità, in Calabria nell’ultimo triennio i casi di tumore sono stati ben 6338, di cui 2154 uomini e 1324 donne. Di questi sono deceduti il 62% degli uomini ed il 46% delle donne.
Per ciò, ci attendiamo dal Presidente del Consiglio dei Ministri un’azione rapida ed ancor più forte di quella che c’ è stata in Campania, un’azione che riscatti le omissioni del passato e faccia sentire questa terra come parte di quello stato che oggi tutti noi sentiamo sempre più lontano.
Crotone e la Calabria si aspettano un intervento che ponga fine ad un’emergenza che persiste da anni , e la possibilità di fare chiarezza su tante inchieste che riguardano traffici di rifiuti pericolosissimi, finite nel nulla e provvedendo, nel contempo a censire e bonificare le aree contaminate.
La Calabria ed i Calabresi aspettano.
San Fili, 07.10.2008
Il Coordinatore Fare Ambiente Calabria
Avv. Antonio Iaconetti

Sollecitiamo la raccolta differenziata dei rifiuti

Comunicato Stampa

Registriamo con soddisfazione la resipiscenza dell’ex Assessore Regionale dell’Ambiente, Diego Tommasi, nonché autorevole esponente di quello che fu il movimento ambientalista che ha ispirato le scellerate scelte di politica ambientale dello scorso Governo della Repubblica.
Una politica del No a tutto che ha causato il collasso della regione Campania, sommersa di rifiuti, e portato la Calabria sull’orlo del collasso.
Ma oggi l’ex Assessore Tommasi, rinnegando le sue stesse scelte politiche, scopre che ci sono i termovalorizzatori.
Ciò dimostra, ancora una volta l’incapacità delle istituzione Regionali e delle associazioni e movimenti ecologisti tradizionali.
Per uscire dall’emergenza sono necessarie due cose molto semplici: raccolta differenziata e impianti per il loro trattamento, siano essi termovalorrizatori, dissociatori molecolari o pirolisi.
E, comunque, riteniamo che la raccolta differenziata sia un obbligo morale ed un dovere civico, nel rispetto dei principi del “sviluppo sostenibile” e della “ tutela delle generazioni future”, e che nessuna giustificazione può essere addotta per chi non differenzia il rifiuto che produce.
I Sindaci dei Comuni, in primis quello di Cosenza, ridotta ad una pattumiera, invece di stracciarsi le vesti perché l’Assessore Regionale all’Ambiente gli ha revocato i fondi, si preoccupino di cambiare politica ed attuino una raccolta, porta a porta, dei rifiuti onde evitarci lo spettacolo indegno ed indecoroso di questi giorni.
Oggi, più che mai la Calabria ha bisogno di una politica ambientale del fare, senza pregiudizi e priva di pregiudizi.
Al no a prescindere bisogna sostituire il perché no !!!
FAREAMBIENTE vuole dare voce a quei giovani, uomini e donne che vogliono tutelare l’ambiente e la qualità della vita attraverso uno sviluppo equo e razionale contro ogni fondamentalismo ambientale
San Fili, 02.12.2008
Il Coordinatore Regionale
Avv. Antonio Iaconetti

Richieste di interventi al Ministro Bondi

COMUNICATO STAMPA

"L'Italia deve risalire ai primi posti del turismo mondiale trovando il giusto equilibrio tra la difesa di un patrimonio artistico e naturale unico al mondo, e la valorizzazione dei suoi beni ai fini del rilancio della nostra economia".
E' quanto ha dichiarato ieri il Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi ricevendo il Presidente di Fare Ambiente, Vincenzo Pepe, nella sede del Ministro per i Beni e Attività Culturali, insieme ai Coordinatori Regionali del movimento ecologista europeo.
Nel corso dell'incontro Bondi ha anche espresso vivo apprezzamento per l'opera costante svolta da Fare Ambiente ai fini della conversione in legge del decreto che ha stabilito l'insegnamento dell'educazione ambientale di tutta Italia, una tappa fondamentale dell'azione che il ministro dei Beni Culturali sta perseguendo da tempo insieme alla preparazione di un Piano per la valorizzazione dei musei e delle aree archeologiche destinato a potenziare l'industria turistica nazionale.
L’Avv. Antonio Iaconetti, ha chiesto al Sig. Ministro di organizzare una campagna di studi sui c.d.
Giganti di Pietra, che si possono ammirare nel comune di Campana, in loc. Incavallicata, al fine di verificare se le due figure, una ha le sembianze di un elefante, alto circa 5 metri, e sembrerebbe splendidamente scolpita da mano appartenente ad una straordinaria civiltà preistorica della Calabria, l’altra, di più difficile interpretazione, forse rappresenta due gambe umane fino alle ginocchia.
E’ un sito che comunque, ha aggiunto Iaconetti, che merita di essere debitamente valorizzato in quanto può diventare una appetibile attrattiva turistica con risvolti positivi dell’intera zona della Sila Grande per un rilancio economico di quel territorio, impoverito da anni di emigrazione ed abbandono. A tal proposito Iaconetti ha stato consegnato un articolato dossier sui Giganti di Campana e si è detto fiducioso in un sollecito interessamento da parte del Ministro.

Incontro con l'On Danuta Hubner



Comunicato Stampa
FareAmbiente a colloquio con l’On. Danuta Hubner

Una delegazione di FareAmbiente – Movimento Ecologista Europeo - ha incontrato il Commissario Europeo alle Politiche Regionali, On. Danuta Hubner.
I lavori, tenutisi presso il Consiglio Regionale della Calabria, sono iniziati alle ore 9.15 con la conferenza "Un ponte fra due stagioni", alla quale hanno partecipato, oltre a tutti i Governatori del Mezzogiorno d’Italia, il Ministro dello Sviluppo Economico, On. Claudio Scajola, ed il Commissario Europeo alle Politiche Regionali, Mrs. Danuta Hubner.
Dopo la pausa pranzo c'e' stata la visita ad alcuni progetti di riqualificazione urbana del PSU di Reggio Calabria ed a seguire l'incontro con il Consiglio Regionale ed il partenariato istituzionale e socio economico, durante il quale c'e' stato il dibattito con i rappresentanti delle associazioni e organizzazioni non governative.
FareAmbiente, unica Associazione Ambientalista presente, era rappresentata dall’avv. Antonio Iaconetti (Coordinatore Regione Calabria), dall’ing. Aurelio Amedeo Longo (Coordinatore Provincia di Cosenza), dall’Avv. Giovanni Iaconetti (Vice-Coordinatore Provincia Cosenza) e dal dott. Nicola La Gamba (Coordinatore Provincia Vibo Valentia).
<>.
FareAmbiente ha chiesto pubblicamente un impegno serio per il finanziamento di progetti finalizzati allo sviluppo di tecnologie, strumenti e servizi per affrontare in modo integrato le sfide ambientali globali di oggi e del futuro <>
San Fili, 05.12.2008
Il Coordinatore Regionale
Avv. Antonio Iaconetti

Risposta all'ex Assessore allìambiente Diego Tommasi

Se la politica predicata (praticarla è un’altra cosa…) da tanti ambientalisti fosse risultata davvero efficace, di gruppi come Fare Ambiente oggi non ci sarebbe bisogno. Penso che tutti, me per primo, avremmo continuato a delegare ai Verdi e ai movimenti ecologisti “ufficiali” tutta la delicata problematica dell’ambiente.

Questa è la prima risposta che posso fornire alla “disinvolta” risposta di Antonio Pappaterra, il presidente dell’associazione “La scossa”. Non voglio togliere nulla alla sua generosa replica. Ma avrei gradito di più una replica da parte di Tommasi.

Ciononostante, continuo a rispondere volentieri. Dov’ero? E, soprattutto, dov’era Fare Ambiente?
Eravamo, mentre l’ex assessore si batteva per tutte le belle cose dichiarate da Pappaterra, impegnati a constatare i reali risultati della politica dei Verdi. Cioè, la botta d’arresto del nostro sistema. Alla quale, per giunta, non è conseguito nessun reale beneficio.
Eravamo impegnati a osservare la sporcizia che si accumulava nelle nostre città del sud, amministrate, in larga parte, da giunte di centrosinistra con l’avallo di governi regionali dello stesso schieramento.
Eravamo impegnati ad osservare lo sventramento sistematico di molte zone collinari e montane della Calabria, per la creazione di parchi eolici tanto brutti quanto inutili (a proposito: l’ambiente non è pure bellezza?).
Eravamo impegnati a confrontarci con studiosi e con esperti, per cercare un’alternativa intelligente a un’egemonia culturale, quella ecologista, ormai senza pari. Paragonabile, se si vuole, a quella dell’ex partito comunista.
Eravamo impegnati a chiederci come mai i paesi che usano normalmente gli inceneritori, i termovalorizzatori e, persino, il tanto vituperato nucleare, siano più puliti del nostro. Non solo: abbiano una popolazione più sana.
Eravamo impegnati a diffondere un messaggio elementare: le problematiche dell’ambiente sono di tutti. Non solo dei Verdi. E di chi, orecchiando tematiche primitiviste, ha costruito carriere altrimenti impensabili.

Facevamo questo mentre Tommasi approvava gli eolici e spaccava in due il proprio partito con un commissariamento maldestro, alienandosi le simpatie degli ecologisti in buona fede. I quali, Maria Grazia Francescano in testa, lo hanno sconfessato.
Facevamo questo mentre Tommasi, capitalizzando lo slogan tardivo del suo “protettore”, l’ex ministro Pecoraro Scanio, si convertiva, poco prima delle elezioni politiche, al “riformismo del fare”. E poi, a batosta elettorale avvenuta, mandava messaggi di plauso alle iniziative del gruppo provinciale di centrodestra, che, di fronte all’emergenza ambientale, lanciava l’idea dei rigassificatori e dei digestori di rifiuti. Ora, mi chiedo e chiedo ai lettori, Tommasi doveva aspettare di essere “silurato” da Loiero per scoprire la termovalorizzazione dei rifuti? Non poteva pensarci prima, quando “programmava costruttivamente”? Adesso almeno potremmo ringraziarlo di qualcosa. Non per l’energia elettrica di cui non potremo fruire, nonostante i parchi eolici.

Fare Ambiente non protesta. Propone. Fare Ambiente non contesta. Critica. Fare Ambiente non guarda al passato ma pensa al futuro. Non costruisce carriere ma elabora un’idea di futuro. Si spera più pulito delle città che abbiamo ereditato dalle amministrazioni di cui i cosiddetti “ecologisti” hanno fatto parte.
Il Coordinatore Regionale
Avv. Antonio Iaconetti

Direttivo Fare Ambiente Sibaritide

Da Avv. Iaconetti Antonio

L'avvocato Vincenzo Iapichino ,coordinatore della SIibaritide,SilaGreca e comunità arberesh. cosentina dell'associazione Fare ambiente ,alla presenza del coodinatore regionale , avv.Antonio Iaconetti, del coordinatore giovanile della provincia di Cosenza ,ing.Aurelio Amedeo Longo e del suo vice , dott.Giovanni Iaconetti,ha costituito il consiglio direttivo della Sibaritide,che risulta così formato :"Vice coordinatore:prof. Francesco Iapichino,Consiglieri:prof.Vincenzo De Vincenti,ing.Alfonso Costanzo,prof.Anieteie Enhe,arch.Pasquale Costantino, prof.Leonardo Napolitano, prof Giovanni Fede, Nicola Spataro"
Nel corso della stessa assemblea, l'arch.Giuseppe Fraia è stato nominato coordinatore di Crosia e Mirto,mentre suo vice è stato designato il prof .Vincenzo De Vincenti. L'ing.A.Costanzo è stato nominato coordinatore di Francavilla Marittima
Nell'occasione il coordinatore regionale Iaconetti , dietro sollecitazione dell'avv.Iapichino ha confermato l'impegno personale e del sodalizio per i giganti di Campana,il codice purpureo rossanensis(per farlo dichiarare patrimonio dell'Unesco) e il completamento del parco archeologico di Francavilla.In questi giorni saà interessato il ministro dei beni culturali Bondi , anzi il coordinatore Iaconetti accompagnerà il sindaco di Campana dal ministro medesimo
Il coord. avv.Vincenzo Iapichino

Saline Joniche

Comunicato Stampa
Fare Ambiente, accoglie con vivo interesse quanto comunicato dal Governatore On. Loiero, durante la conferenza stampa tenutasi dopo l’incontro tra il partenariato istituzionale, sociale ed ambientale e tra il Commissario Danita Hubner, l’On. Bova, che a Saline Joniche, verrà costruita una centrale fotovoltaica che darà posto a mille lavoratori.
Fare Ambiente è sempre più convinta che il futuro della nostra regione e non solo, debba incentrarsi sulle fonti energetiche rinnovabili che permettono, da una parte, uno sviluppo sostenibile e dall’altro la salvaguarda dell’atmosfera da immissione di sostanze inquinanti che hanno una diretta ripercussione sul cambiamento climatico.
Dopo l’annuncio dell’On. Loiero della firma, prossima, di un protocollo d’intesa tra la Regione Calabria e Api- Energia, ci auguriamo, come Fare Ambiente, che la costruzione dell’impianto avvenga in tempi brevi si da essere volano di sviluppo per l’intero comparto energetico.
La costruzione di un impianto fotovoltaico è vista con favore ma all’On. Loiero chiediamo un ulteriore sforzo affinchè, in tempi brevi, vengano iniziate quelle opere di bonifica delle aree definite ad alto rischio già individuate, nel Piano Gestione Rifiuti.
Fare Ambiente chiede al Governatore, ad alta voce e con insistenza, che la Regione Calabria si attivi, a che le famigerate Navi a perdere, misteriosamente affondate nei nostri mari, siano individuate e recuperate così da poter procedere ad una bonifica dei fondali marini da sostanze altamente nocive.
Fare Ambiente, sarà da stimolo e da pungolo, ma anche di supporto ad iniziative che vanno nella direzione di elevare e riportare il territorio all’ efficienza ambientale.
San Fili, 06.12.2008
Il Coordinatore Regionale
Avv. Antonio Iaconetti

l'On Sandro Bondi Incontra Fare Ambiente

COMUNICATO STAMPA 01 del 20-12-08
I rappresentanti di Fare ambiente sono stati ricevuti dal Ministro dei Beni culturali
Il coordinatore regionale della Calabria ha evidenziato la valenza turistica
dei “Giganti di pietra” di Campana
Il Ministro dei Beni culturali, Sandro BONDI, ha ricevuto al Ministero, una rappresentanza dell’Associazione di Fare ambiente. All’appuntamento sono intervenuti il Presidente nazionale del sodalizio, Vincenzo PEPE, e i coordinatori regionali del movimento ecologista europeo. La Calabria è stata egregiamente rappresentata dal coordinatore regionale, Antonio IACONETTI. l'italia, ha detto espressamente il Ministro Bondi,<>. Nel corso dell'incontro Bondi ha anche espresso vivo apprezzamento per l'opera costante svolta da Fare ambiente ai fini della conversione in legge del decreto che ha stabilito l'insegnamento dell'educazione ambientale nelle scuole dell’obbligo. Una tappa fondamentale dell'azione che il ministro dei Beni culturali sta perseguendo da tempo insieme alla preparazione di un Piano per la valorizzazione dei musei e delle aree archeologiche destinato a potenziare l'industria turistica nazionale. L’avvocato Iaconetti, ha chiesto al Ministro di organizzare una campagna di studi sui “Giganti di Pietra”, bellezze naturali che si possono ammirare nel comune di Campana, in località Incavallicata. Lo scopo del coordinatore regionale della Calabria di Fare ambiente è verificare se le due figure, (una ha le sembianze di un elefante, alto circa 5 metri, e sembrerebbe splendidamente scolpita da mano appartenente ad una straordinaria civiltà preistorica della Calabria, l’altra, di più difficile interpretazione, forse rappresenta due gambe umane fino alle ginocchia) sono derivanti da erosione naturale oppure sono da attribuire a un artista preistorico.
E’ un sito che comunque, ha aggiunto Iaconetti, merita di essere debitamente valorizzato in quanto potrebbe diventare un’appetibile attrattiva turistica con risvolti positivi per intera zona della Sila Grande. Azione fondamentale per creare i presupposti di sviluppo e per un rilancio economico di quel territorio, impoverito da anni di emigrazione e abbandono. A tal proposito Iaconetti ha consegnato un articolato dossier sui Giganti di Campana e si è detto fiducioso di concreto da parte del Ministro.
Coordinamento regionale Fare ambiente Calabria
Tumori, “Fare ambiente” si mobilita
Il coordinatore regionale Antonio Iaconetti favorevole a uno studio ad hoc
“ Sarebbe opportuno approfondire la problematica sui tumori, non solo in via Montebianco, ma in tutto il comprensorio”. Sono queste le parole del coordinatore regionale di “Fare Ambiente”, Antonio Iaconetti, intervenuto all’indomani delle preoccupazioni manifestate dal “Comitato per la vita”, di cui è presidente Adriano Bruni. Un movimento popolare, lo ricordiamo, costituitosi per chiedere «uno studio sull’alto numero di tumori a via Montebianco (21 casi in una via ed a pochi metri di distanza l’uno dall’altro)». E di studio approfondito parla anche l’avvocato Iaconetti. «Sarebbe opportuno costituire una commissione di studio con Enti, istituzioni ed associazioni specifiche, al fine di comprendere se davvero c’è qualcosa nel comprensorio che provoca l’insorgere delle malattie tumorali e leucemiche. In una grossa realtà come Roma 21 morti non farebbero neanche notizia, ma in una piccola comunità come Amantea il dato fa riflettere, soprattutto perchè legato alla salute dei cittadini». Ed ecco perchè «sarebbe opportuno effettuare anche delle indagini statistiche e
genetiche (di quest’ultime potrebbe occuparsene il Cnr di Piano Lago». Il coordinatore di “Fare Ambiente”, ha altresì evidenzia come: «A Cosoleto (Reggio) è stato rilevato un aumento inspiegabile, nell’ultimo ventennio, dei casi di tumori e leucemie. Tant’è che il Comune ha voluto approfondire l’argomento ed ha commissionato diversi studi (acqua, terreni, elettromagnetismo). Fino ad oggi nulla è stato riscontrato. Ma ne sono già state programmate delle altre legate all’olio di oliva, ed al gas Radon». Qust’ultimo è «un gas radioattivo naturale, privo di odore, colore, sapore, estremamente volatile. Viene emanato da alcuni tipi di terreni, dalle rocce (presenti in quantità considerevoli ad Amantea), è in alcuni materiali da costruzione, ed in minor misura nell'acqua. L'OMS lo ha elencato tra le 75 sostanze cancerogene per l'uomo». Infine, Iaconetti si è detto «meravigliato che le discariche di Amantea (Grassullo) e Aiello (Foresta) », non siano rientrati «nei finanziamenti concessi dalla Regione per la bonifica ». Ad ogni modo Iaconetti, su richiesta del sindaco di Cosoleto, proporrà a Tonnara una commissione di studi congiunta per i due Comuni.
Ill.mo Sig. Dott. Francesco Sperti
Commissario Prefettizio
Municipio di Amantea

Ill.mo Sig. Dott. Silvio Greco
Regione Calabria
Assessorato all’Ambiente

Oggetto: scarichi fognari nel mar Tirreno
Constatiamo, purtroppo, che già dall’inverno scorso nei pressi del lungomare di Amantea si cittadini registra la presenza di uno scarico di acque bianche e reflue che riversa direttamente a mare senza alcun preventivo processo di depurazione, nel dispregio delle norme a tutela della salute pubblica e con grave nocumento per l’immagine della città, fiore all’occhiello della costa tirrenica cosentina.
Tale situazione crea gravi disagi alla popolazione. Le maggiori difficoltà si avvertono in particolare all’altezza del sottopasso ferroviario di Via Garibaldi nell’area del Lungomare che dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello di Amantea che proprio sul mare e sulla stagione turistica punta per risollevare l’economia del comprensorio.
Nella Vostra qualità di amministratori in più occasioni avete dimostrato competenza e sensibilità per la tutela dei cittadini.
Ed è per questo che Vi chiedo un ulteriore sforzo affinché le istituzioni tutte, dalla
provincia alla regione, vengano sensibilizzate per risolvere il problema dello scarico a mare delle fogne che continua nonostante il fiume di denaro speso per la depurazione.
Distinti saluti.
Amantea, 26.05.2009 Avv. Antonio Iaconetti

Mare sporco estate 2009

Comunicato Stampa
Il mare è sporco, inquinato da sostanze misteriose che ad oggi, nessuno ha avuto la sensibilità di comunicarci l’origine e la natura.
I depuratori, nonostante i miliardi spesi da una gestione commissariale fallimentare, non sono efficienti e, nonostante l’azione della magistratura, continuano a non assolvere al loro compito.
Il 31 agosto del 2005, Agazio Loiero, da poco eletto presidente della Regione Calabria, chiede pubblicamente scusa ai turisti italiani, dalle pagine del Corriere della Sera, per il mare sporco trovato in Calabria.
Il 31 agosto 2009 il mare e' ancora più sporco del 2005 !!!
La sanità Calabrese va allo sfascio, con un buco che ancora nessuno è riuscito a determinare con esattezza.
Nel solo mese di Agosto la sanità calabrese, che assorbe ben il 60 % dell’intero bilancio regionale, ha fatto registrare ben sette decessi c.d. “sospetti” e su cui la magistratura sta indagando.
Ed intanto i medici restano al loro posto, i dirigenti continuano a gestire ed i politici a pontificare ed ad utilizzare la sanità per raccogliere consensi.
Dallo scorso anno, 16 mila nuovi nuclei familiari calabresi sono diventati poveri.
Nelle fila del PD Calabrese si sta combattendo una lotta intestina per accaparrarsi i posti che contano, lasciando fuori dal dibattito politico i problemi della gente.
Dall’economia che va a rotoli, dal porto di Gioia in perenne agonia e dell’ aumento vertiginoso della disoccupazione, nessuno ne parla.
Così come tutti si sono improvvisamente dimenticati che in Consiglio Regionale siedono, impunemente, ben 33 ( su 51 ) onorevoli consiglieri indagati per reati anche gravi.
E dei veleni di Crotone??
Dopo gli allarmi per la salute pubblica e il boom mediatico, oggi tutto tace, come se miracolosamente a Crotone tutto fosse tornato alla normalità !!!
In questo quadro desolante, rispunta la vicenda della Jolly Rosso !!!!
Dopo quattro lustri, siamo punto e a capo, nonostante l’indagine condotta dalla Procura di Paola sia stata definitivamente archiviata dal GIP di quel Tribunale, dopo ben dopo 19 anni (!!!).
Ogni tipo di inquinamento viene sempre ricondotto a quell’evento, ad oggi, rimasto senza riscontro alcuno.
Nonostante le analisi condotte nell’imminenza dello spiaggiamento della Jolly Rosso ed anche quelle successive abbiano escluso la presenza di sostante radioattive, così come nessuna traccia è stata riscontrata nella discarica sita in località Grassullo, sito dove sono stati conferiti i rifiuti provenienti dallo smaltimento di quanto contenuto nella stiva della nave, tabacco putrescente, tutto, e non si capisce a che pro, si fa ricondurre a quella nave !!!
Mi chiedo, se qualcuno ha provveduto, tra tanti tecnici e super esperti, a verificare, se tra gli operai che hanno provveduto alla demolizione della c.d. nave dei “veleni”, qualcuno si sia ammalato di tumore o comunque sia stata riscontrata una patologia compatibile con l’esposizione a sostanze radioattive ???
Credo che, senza creare inutili allarmismi e suscitare panico tra la gente, è opportuno che si verifichi, una volta per tutte e in sinergia con le competenti istituzioni nazionali con a capo il Ministero dell’Ambiente, l’origine di questo inquinamento e si mettano in campo tutte quelle operazioni necessarie per bonificare le zone interessate.
Naturalmente, si accerti la provenienza dei rifiuti e si individuino i responsabili e le eventuali connivenze politico – istituzionali.
Perché è impensabile che se qualche organizzazione criminosa specializzata nello smaltimento di rifiuti pericolosi abbia provveduto a sotterrarli a ben 30 m dal suolo (questo dicono le cronache di questi giorni) lo abbia potuto fare senza avere coperture di un certo “peso” !!!
Fare Ambiente Calabria, solidale con il Procuratore della Repubblica di Paola, si augura che questa volta la magistratura faccia finalmente chiarezza, e non sarebbe male se accertasse le responsabilità di coloro i quali hanno causato e concorso ad inquinare in maniera così grave l’ambiente, così come dicono i consulenti della procura.
San Fili, 04.09.2009
Avv. Antonio Iaconetti
Coordinatore Regionale